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 2025  aprile 14 Lunedì calendario

Pfizer, stop allo sviluppo della pillola orale per l’obesità dopo evento avverso

Pfizer ha deciso di interrompere lo sviluppo della pillola per l’obesità danuglipron, dopo che un paziente ha manifestato un danno epatico sospettato di essere legato al farmaco. L’evento, avvenuto durante una fase di rapido aumento della dose, si è risolto rapidamente, ma ha spinto il colosso farmaceutico a una revisione complessiva del programma.
Danuglipron, agonista del Glp-1, era stato sottoposto a una serie di studi clinici di Fase 1 su pazienti sovrappeso o obesi. Nonostante i primi risultati positivi sulla farmacocinetica e la tollerabilità, Pfizer ha concluso che non esiste una dose ottimale in grado di garantire efficacia e sicurezza competitive. La decisione è arrivata anche sulla base di input recenti da parte delle autorità regolatorie.
La casa farmaceutica aveva già archiviato una formulazione a somministrazione due volte al giorno a causa di effetti collaterali gastrointestinali riscontrati in Fase 2. La speranza di ottenere una versione più tollerabile con una sola somministrazione quotidiana è quindi definitivamente tramontata.
Quali le alternative?
Nonostante il passo indietro su danuglipron, Pfizer continua a investire nell’obesità. Il candidato PF-07976016, antagonista orale del recettore Gip, è attualmente in Fase 2a. Lo studio confronta tre dosaggi con placebo e si concentra sulla variazione del peso corporeo dopo quattro mesi di trattamento. I dati sono attesi tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.
Anche altre aziende, come Helicore Biopharma e Antag Therapeutics, stanno esplorando l’antagonismo Gip come strategia terapeutica. «Abbiamo una pipeline promettente, con candidati orali che potrebbero essere combinati per massimizzare la perdita di peso», ha dichiarato un portavoce di Pfizer.
La chiusura del programma su danuglipron rappresenta una delusione per gli investitori, e Pfizer potrebbe ora cercare nuove opportunità nel settore dell’obesità. Una possibile opzione è Viking Therapeutics, che sta per avviare la Fase 3 della sua forma sottocutanea del farmaco VK2735. I dati preliminari sulla versione orale sono attesi nel corso del 2025. Tuttavia, con una capitalizzazione di circa 2 miliardi di dollari, un’acquisizione potrebbe risultare onerosa.
In alternativa, Pfizer potrebbe seguire l’esempio di AstraZeneca e Merck, guardando al mercato cinese per acquisizioni o accordi di licenza.
Eli Lilly in prima fila
Con il fallimento di danuglipron, l’attenzione si sposta ora su orforglipron di Eli Lilly, un altro agonista orale del Glp-1. I dati di Fase 3 nel diabete sono imminenti e gli analisti si aspettano una riduzione della glicemia di circa il 2% e una perdita di peso del 7%.
Il vero banco di prova sarà però negli studi di Fase 3 sull’obesità, con gli studi chiamati Attain-1 e Attain-2, i cui risultati sono attesi nella seconda metà del 2025. L’obiettivo è replicare o superare il 15% di perdita di peso osservato con la semaglutide orale di Novo Nordisk, già approvata per il diabete, e che quest’anno punta all’approvazione anche per il trattamento dell’obesità.