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 2025  aprile 02 Mercoledì calendario

Torna la serie distopica Black Mirror (7a stagione)

«Abbiamo fatto delle cose mai realizzate prima. Questa volta gli episodi sono tutti come il Black Mirror originale e inoltre abbiamo cercato di fare cose mai fatte prima». Così Charlie Brooker il geniale creatore di Black Mirror svela il contenuto dei nuovi sei episodi della celebre serie antologica inglese. A quasi due anni dalla sesta stagione, la settima sarà disponibile su Netflix giovedì 10 aprile.
L’idea di tornare alle origini è molto probabilmente legata al fatto che l’ultima serie andata in onda nel giugno del 2023, non aveva convinto del tutto. Aveva conquistato solo il 44% di recensioni positive su Rotten Tomatoes (il celebre sito che fa la summa di tre votazioni: quella dei critici, dei critici top e del pubblico). E nelle nuove storie, annunciate in questi giorni, le tematiche vanno proprio nella direzione delle parole del celebre ideatore. Si parlerà, infatti, di un avanzato sistema medico sperimentale, dei rischi di una realtà virtuale legata al mondo fotografico e del tema dell’intelligenza artificiale nell’industria cinematografica.
Tra gli attori della settima stagione il più famoso è Paul Giamatti (protagonista del quinto episodio, Eulogy). E per la prima volta ci sarà un sequel: con l’avventura della astronave USS Callister (ispirata vagamente a Star Trek), dove si rivedranno personaggi apparsi nella quarta stagione. Brooker ha spiegato il perché: «Il primo episodio finiva lasciando aperta la possibilità di un proseguimento. Era qualcosa che volevamo fare da anni». Una vera novità perché uno dei segreti del successo della serie è quello di aver descritto di scenari diversi e auto conclusivi con gli interpreti che cambiavano ad ogni episodio. Fin dalla prima stagione (2011) si è occupata dell’impatto sul nostro quotidiano delle nuove tecnologie.
Ha anticipato l’intelligenza artificiale (nel 2013 una donna accetta di ricevere a casa un clone del defunto marito, la cui personalità è stata infatti ricostruita dall’Intelligenza artificiale), Chat Gpt, l’uso estremo dei telefoni cellulari, fino alla violenza che si può creare tramite i social media. «Se la tecnologia è una droga allora quali sono esattamente gli effetti collaterali?», ha spiegato Brooker tempo fa in una intervista al Guardian. E lui è riuscito a rispondere a questa domanda raccontandola quasi sempre in maniera egregia. E lo ha affrontato attraverso molti generi cinematografici, per cercare di spiegare cosa succede se cediamo il controllo di gran parte delle nostre azioni alle nuove tecnologie. Con episodi che spaziano dal thriller, all’horror, dalla fantascienza, alla commedia, dal true crime al grottesco (come il primo episodio in assoluto, Messaggio al Primo Ministro, dove il premier britannico deve scegliere tra fare sesso con un maiale in diretta tv o assistere all’esecuzione di una principessa rapita). Una geniale follia che ha dato il la ad un prodotto che è stato un po’ quello che I Soprano o anche Lost fecero a fine anni novanta (nel primo caso) e i primi anni duemila (nel secondo): cambiare il volto della serialità televisiva e portarlo ai livelli di qualità del prodotto cinematografico. Black Mirror (il titolo si riferisce allo schermo nero di ogni televisore, computer o smartphone) è andato oltre riuscendo a raccontare, con tante sfumature, i tempi moderni in in cui viviamo. In molti casi anticipando, ma soprattutto cercando di evidenziare l’anima nera del nostro quotidiano. Ha raccontato il cambiamento epocale del rapporto tra essere umano e mass media, senza mai appesantire, giudicare o voler insegnare qualcosa. Anzi dando sempre un tocco originale e sorprendente in storie che sono rimaste nell’immaginario (San Junipero o Bandersnatch, dove allo spettatore, in vari punti dell’episodio, viene chiesto di effettuare una scelta che influisce sulla trama). E non è certo finita qui: «Non date nulla per scontato. Vedrete...», ha minacciato benevolmente il sornione Brooker.