corriere.it, 2 aprile 2025
I super miliardari lasciano Londra e vanno a Milano (dove c’è la flat tax per i paperoni): Arnault trasferisce la residenza
La fuga dei miliardari da Londra continua. Il magnate indiano dell’acciaio Lakshmi Mittal starebbe valutando di lasciare il Regno Unito, dopo che il governo laburista ha deciso di abolire il regime fiscale dei «non-domiciliati» (o «non-dom»), che permetteva a facoltosi uomini di affari straieri, residenti in Gran Bretagna, di non pagare tasse britanniche sui redditi esteri. Mittal, che vive nel Regno Unito da trent’anni e che con la sua famiglia l’anno scorso era al settimo posto tra le maggiori fortune inglesi, con un patrimonio stimato di 14,9 miliardi di sterline, circa 17,5 miliardi di euro, secondo il Sunday Times, ha confidato al suo entourage che probabilmente lascerà il Paese, trasferendosi in una giurisdizione con un regime fiscale più favorevoli, in risposta alla stretta sul fisco del nuovo governo labourista, rivela il Financial Times. Ma il gruppo indiano non ha commentato l’indiscrezione.
Il gruppo dell’acciaio che comprò l’Ilva
L’imprenditore indiano settantaquattrenne, a cui fa capo il 40% di ArcelorMittal, secondo gruppo mondiale dell’acciaio, oggi guidato dal figlio Aditya, protagonista in Italia della sfortunata vicenda dell’Ilva, ora potrebbe perciò «emigrare» negli Emirati Arabi Uniti, in Italia o forse in Svizzera, le mete più gettonate da chi lascia il Regno Unito dopo la svolta fiscale del governo guidato da Keir Starmer.
La scelta del resto non gli manca: il tycoon possiede uno chalet a St Moritz, sulle Alpi svizzere, diverse proprietà in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Asia e sta comprando alcune proprietà a Dubai. Nel Regno Unito, dove ha numerosi immobili, spicca la sua residenza londinese a Kensington Palace Gardens: quando la comprò nel 2004 dall’allora patron della Formula 1 Bernie Ecclestone per 67 milioni di sterline, era considerata la casa più costosa al mondo. Un prezzo pari a circa 98,5 milioni di euro a quel tempo e che equivarrebbero oggi a circa 121,5 milioni, tenendo conto del tasso di cambio attuale e dell’inflazione accumulata nel periodo.
La svolta del governo labourista
Il regime non-dom, introdotto oltre due secoli fa, consentiva ai residenti nel Regno Unito che dichiaravano la loro residenza permanente all’estero di non pagare imposte sui redditi generati fuori dal Paese. Questa normativa ha attratto numerosi individui facoltosi nel Regno Unito. La sua abolizione, uno dei cavalli di battaglia nella campagna politica dei labouristi, confermata con la legge finanziaria presentata lo scorso ottobre dalla Cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves, ha spinto molti di loro a cercare alternative fiscali più vantaggiose. Anche perché allo stesso tempo il governo ha inoltre posto termine all’uso di trust offshore per evitare di pagare la tassa britannica sulle successioni, pari al 40%.
La flat tax italiana
L’Italia, e in particolare Milano, è divenuta una destinazione privilegiata per questi «migranti di lusso» grazie a un regime fiscale introdotto nel 2017. Secondo Marco Cerrato, partner dello Studio Maisto e Associati, su circa 4.500 persone che usufruiscono della flat tax sul reddito, circa la metà ha scelto li capoluogo lombardo. Questo regime prevede una tassa forfettaria annuale sui redditi esteri per i nuovi residenti, che era inizialmente fissata a 100.000 euro e successivamente raddoppiata a 200.000 euro nel 2024. Nonostante l’aumento, l’Italia continua ad attrarre un numero crescente di individui ad alto patrimonio netto.
Ma l’incremento significativo di questi nuovi residenti, che cercano location attraenti per stabilirsi, pagando meno tasse, comincia ad avere un impatto rilevante sul mercato immobiliare locale, con un aumento dei prezzi delle proprietà di lusso e una crescente pressione anche sul mercato immobiliare non di lusso. Al crescere del flusso dei ricconi, crescono perciò le critiche degli abitanti.
Il re del lusso e la Casa degli Atellani
Su Milano avrebbe messo gli occhi anche Bernard Arnault, 76 anni, fondatore, presidente e ceo di LVMH e quarto uomo più ricco del pianeta, con un patrimonio stimato in 176,7 miliardi dall’indice dei miliardari di Bloomberg.
Il re del lusso francese ha acquisito nel dicembre 2022 la storica Casa degli Atellani a Milano, in Corso Magenta 65. Questa dimora rinascimentale, restaurata nel 1919 dall’architetto Piero Portaluppi, è celebre per ospitare la Vigna di Leonardo, un vigneto originariamente donato a Leonardo da Vinci da Ludovico il Moro nel 1498.
Dopo aver considerato diverse opzioni per l’utilizzo di Casa degli Atellani, l’idea di trasformarla in una struttura ricettiva sarebbe stata accantonata, per renderla la sua residenza principale. Una scelta che potrebbe essere influenzata dai vantaggi fiscali offerti dall’Italia ai nuovi residenti.