repubblica.it, 2 aprile 2025
Scuola, nuovo record di alunni stranieri nelle classi ma la legge sulla cittadinanza resta lontana
Nuovo record di alunni stranieri nelle classi italiane. E mentre il governo Meloni inasprisce lo ius sanguinis, oltre 113mila alunni stranieri che hanno completato la scuola dell’obbligo in Italia sperano che lo ius Italiae, proposto da Forza Italia, si trasformi in legge. Un contrasto in seno della coalizione di governo che potrebbe incrinare i rapporti all’interno della maggioranza.
I dati
Nell’anno scolastico 2023/2024, secondo i dati messi a disposizione dal ministero dell’Istruzione e del merito, le scuole statali italiane fanno registrare il nuovo record di alunni stranieri, o considerati tali, presenti nelle proprie aule: più di 846mila, oltre 17mila in più dell’anno precedente, mentre quelli italiani sono calati di quasi 117mila unità.
In cinque anni, dal 2018/2019 al 2023/2024, la presenza non italiana nelle scuole statali è cresciuta di oltre 80mila unità. Quella di alunni italiani è diminuita di oltre mezzo milione di bambini e ragazzi: 538mila circa. In alcune realtà, oggi, la quota di alunni stranieri è preponderante. Nel plesso Mario Lodi dell’istituto comprensivo Paganelli di Cinisello Balsami (MI), l’86% dei 219 alunni della primaria sono stranieri. E si sfiora il 90% nel plesso di scuola primaria Leonardo Da Vinci del comprensivo Posatora Piano Archi di Ancona.
Stranieri ma nati in Italia
Se la rappresentanza straniera nelle scuole italiane è in continuo aumento lo è pure la quota di alunni considerati stranieri dal punto di vista burocratico ma nati sul suolo italiano. Bambini e ragazzi che conoscono più il dialetto del posto che la lingua del paese di origine dei genitori. Se in Italia vigesse lo ius soli (il diritto alla cittadinanza automatico per i nati in un certo paese) due alunni su tre censiti come stranieri sarebbero italiani: 553mila. I dati, sempre reperiti sul sito del ministero, si riferiscono all’anno 2022/2023, ma non spostano di molto il ragionamento.
Lo ius Italiae
Per andare incontro alle migliaia di alunni stranieri che frequentano le scuole italiane o che le hanno frequentate in passato, la proposta di Forza Italia è quella dello ius Italiae: si diventa cittadini italiani al compimento dei 16 anni, quasi automaticamente, a richiesta, dopo avere completato l’intero ciclo dell’obbligo scolastico nel nostro paese, che attualmente è di 10 anni. Sono oltre 113mila gli alunni stranieri dell’ultimo triennio delle scuole superiori che si trovano in queste condizioni. Una proposta, quella di Tajani, che ha creato non poche polemiche all’interno della stessa maggioranza di governo, con esponenti della Lega di Salvini che criticano apertamente l’iniziativa.
Attualmente, la legge sulla cittadinanza italiana si basa sulla discendenza: si diventa cittadini italiani se si discende da un cittadino italiano anche se si vive o si è nati all’estero. Anche se qualche giorno fa, l’esecutivo ha approvato un decreto-legge che prevede restrizioni in materia di cittadinanza introducendo limitazioni “nella trasmissione automatica – si legge nel comunicato del consiglio dei ministri del 28 marzo scorso – della cittadinanza iure sanguinis. In particolare, pur mantenendo tale principio di fondo, basato sulla discendenza da cittadini italiani, si rafforza la necessità di un vincolo effettivo con l’Italia da parte dei figli nati all’estero da cittadini italiani”.
Se questa disposizione fosse in vigore da anni il calciatore della nazionale italiana Mateo Retegui non avrebbe potuto giocare in maglia azzurra. Retegui, nato in Argentina, è in possesso della cittadinanza italiana grazie al nonno di sua madre, di origini siciliane. Stesso discorso per molti altri atleti che militano nelle nazionali italiane di altri sport.