lastampa.it, 2 aprile 2025
Plastica, mozziconi e cotton fioc: sulle spiagge 892 rifiuti ogni 100 metri
Nel 2025, su un’area complessiva di 196.890 mq, sono stati 56.168 i rifiuti raccolti e catalogati. Una media di 892 rifiuti ogni 100 metri lineari. Non è per niente rassicurante il bilancio del marine litter registrato da Legambiente in base al Clean Coast Index (CCI), un indicatore utilizzato a livello internazionale che stabilisce il livello di pulizia di una spiaggia sulla base della densità dei rifiuti presenti nelle aree campione monitorate.
Rispetto all’edizione del 2024, si registra un peggioramento del “grado di pulizia” delle spiagge: il 28% delle 63 spiagge monitorate risulta avere un CCI corrispondente ad un giudizio “spiaggia sporca” o “molto sporca” (nel 2024 il valore delle due categorie era stato del 6,6%). Diminuiscono rispetto al 2024 le spiagge “molto pulite”, che passano dal 42% al 27%, e le spiagge “pulite”, dal 24,2% al 14%.
La plastica nemica delle spiagge
La plastica si conferma il principale antagonista delle spiagge: rappresenta il 77,9% degli oggetti rinvenuti su tutte e 63 le spiagge campionate (43.776 sui 56.168 totali). Seguono con l’8,3% gli oggetti in vetro/ceramica, il 4,3% la carta e cartone, il 3,6% i metalli e il 2,4% il legno.
Tornando alla categoria plastica, tra gli “osservati speciali” i 10 prodotti in plastica monouso e reti e attrezzi da pesca e acquacoltura che, a tre anni dalla loro messa al bando dalla Direttiva SUP (Single Use Plastics), rappresentano ancora il 40,5% del totale dei rifiuti monitorati.
Continuano a “spopolare” i mozziconi di sigaretta: il 7,5% del totale, una media di 7 ogni 10 metri lineari di spiaggia. Dal 2014 (primo anno di monitoraggi di Beach litter) sono state monitorate 46.923 unità, su un totale di 623 transetti, il 9,4% di tutti i rifiuti monitorati negli stessi anni e una media di 75 mozziconi ogni 100 metri lineari di spiaggia. Altro nemico attestato per le spiagge sono i cotton fioc in plastica, il 5,6% della classifica generale, che sono stati messi al bando in Italia dal 2019.
Top ten dei rifiuti spiaggiati
Il 61% dei rifiuti raccolti e catalogati è rappresentato da sole 10 tipologie di oggetti (sulle 180 categorie totali). Oltre ai mozziconi di sigaretta suddetti (in terza posizione) e i cotton fioc (in quinta), il 13% (7.305 su 56.168) è rappresentato da pezzi di plastica compresi tra i 2,5 e i 50 cm di grandezza, rinvenuti in 56 delle 63 spiagge monitorate; seguono tappi e coperchi in plastica (4.612, l’8,2% del totale) ritrovati in 62 transetti, i pezzi di polistirolo compresi tra 2,5 e 50 cm (3.886, il 6,9%) ritrovati in 49 spiagge, salviette umide (2.619, il 4,7%) in 25 spiagge, materiale da costruzione (2.381, il 4,2%) in 47 spiagge; bottiglie e contenitori per bevande in plastica, rinvenuti in 53 spiagge (2.066, il 3,7% del totale); buste, manici di buste e sacchetti (2.046, il 3,6%), ritrovati su 44 transetti; infine, i pezzi e frammenti di vetro e ceramica, trovati su 21 spiagge (1.821, il 3,2%).
Beach Litter e SUP, i rifiuti più diffusi
Entrando nello specifico dei rifiuti totali trovati in spiaggia relativamente ai soli 10 oggetti compresi nella SUP, il 33,2% (7.558 elementi) è rappresentato da bottiglie e contenitori in plastica (inclusi tappi e anelli); il 18,6% da mozziconi di sigarette (4.232), il 13,8% (3.140) da cotton fioc, l’11,9% (2.713) da reti e gli attrezzi da pesca e acquacultura in plastica, il 12,1% da stoviglie in plastica (bicchieri, cannucce, posate e piatti, contenitori per cibo, incluso il fast food).
La campagna di Legambiente
"Spiagge pulite? Pinzaci tu” è lo slogan, in vista della Giornata nazionale del mare, della 35esima edizione di “Spiagge e Fondali puliti”, che prende il via nel fine settimana dal 4 al 6 aprile. La storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e alla pulizia dei rifiuti abbandonati lungo le coste della Penisola, realizzata con il supporto di Sammontana in qualità di partner principale, prevede oltre 90 le iniziative in tutta Italia (di cui 76 aperte al pubblico) organizzate in 17 regioni (non solo costiere ma dell’entroterra, per la presenza di fiumi e laghi) da Legambiente e 78 dei suoi Circoli e Regionali, che rientrano tra le azioni che contribuiscono alla missione dell’UE “Restore our Ocean and Waters” per il 2030.
Protagonisti centinaia di volontari e volontarie, tra cittadinanza, scuole, associazioni, aziende e amministrazioni comunali, equipaggiati di pinze raccogli-rifiuti e guanti, in nome di un mare pulito e libero dalla plastica e rifiuti. In occasione del suo “start” ufficiale il Cigno Verde torna ad accendere i riflettori sulla piaga del marine litter, grave minaccia per gli ecosistemi acquatici: l’UNEP stima che, a livello globale, ogni anno 19-23 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica inquinano laghi, fiumi e mari e prevede che le emissioni quasi triplicheranno entro il 2040. Mentre un recente report del progetto MedBioLitter, segnala 22 specie particolarmente a rischio tra la megafauna marina, inclusi cetacei, foche, tartarughe, squali, razze, tonni e pesci spada. Tra i maggiori impatti registrati, la mortalità per ingestione diretta di plastiche e microplastiche e alterazioni sul ciclo riproduttivo. Quella del marine litter è un’emergenza che Legambiente torna a fotografare con la nuova indagine Beach Litter 2025, una delle più grandi campagne di citizen science, condotta su 63 spiagge campionate (quasi il doppio rispetto all’edizione del 2024, in cui erano state 33) in 13 Regioni.
“Da trentacinque anni Legambiente, grazie ai volontari e alle volontarie dei Circoli e alla collaborazione con associazioni, istituzioni, cittadini e imprese, realizza un importante lavoro di citizen science, raccogliendo, monitorando e classificando i rifiuti dispersi sulle nostre spiagge, un lavoro che ha anticipato e contribuito a far nascere i monitoraggi istituzionali in Italia e nel Mediterraneo – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale Legambiente –. Ma il nostro impegno va anche oltre, con tante iniziative di raccolta dei rifiuti per contrastare i loro effetti negativi sull’ecosistema marino costiero e sensibilizzare verso stili di vita più sostenibili e comportamenti responsabili. Particolarmente importante è, in tal senso, che tutti noi facciamo la nostra parte per ridurre l’utilizzo di prodotti usa e getta. Prodotti che, nonostante l’approvazione di una direttiva europea che ha fissato obiettivi ambiziosi per la loro riduzione e messa a bando, nel caso della plastica monouso, di fatto continuano ad essere venduti ed utilizzati a causa della mancata definizione normativa del concetto di riutilizzabile, come denunciato già dalla nostra Indagine del Cliente Misterioso appena pubblicata. Infatti, la loro dispersione nell’ambiente e la massiccia presenza sulle spiagge e non solo, rappresenta uno dei principali nemici degli ecosistemi marini. Ce lo chiede il mare, ma anche il nostro futuro”.
“Spiagge e Fondali” 2025: gli appuntamenti
Tra le attività previste per venerdì 4 aprile, a Cagliari, la pulizia della spiaggia di Quartu S. Elena e del Poetto, con protagonisti gli studenti e le studentesse dell’Istituto Comprensivo Selargius 1. Ricco anche il calendario degli appuntamenti di sabato 5 aprile: a La Spezia, sulla spiaggia di Fiumaretta, l’iniziativa di raccolta dei rifiuti dedicata principalmente al recupero delle retine in plastica utilizzate per l’allevamento dei mitili e contribuirà agli obiettivi del progetto europeo Life Muscles, impegnato a ridurre l’impatto delle calze in polipropilene che spesso si disperdono in mare; a Monfalcone (GO) della spiaggia di Lido di Staranzano (Scalinate) dove si potrà concorrere a vincere premi per i ritrovamenti più originali; a Portoferraio (LI) della spiaggia di Magazzini; a Silvi (TE), sulla spiaggia dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano; a Ispica (RG) con l’iniziativa di pulizia e inclusione sociale a S.Maria del Focallo, insieme ai giovani della comunità Inshallah; a Monopoli (BA) l’attività di pulizia della spiaggia insieme ai circoli di Legambiente e alla “Scuola del mare”; a Paestum (SA) la pulizia della spiaggia dell’oasi dunale di Paestum, con rinnovo della cartellonistica. Non solo spiagge. Numerose anche le iniziative sulle sponde dei fiumi organizzate nell’ambito dei progetti dedicati al contrasto dell’inquinamento da plastiche nei corsi d’acqua: Plasticentro, guidato dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale nelle regioni del Centro Italia e Po Salvamare, pilotato dall’Autorità di Bacino del Po nei territori attraversati dal fiume.
Legambiente e il Mediterraneo: le iniziative
Con la trentaduesima edizione della sua campagna internazionale Clean-up the Med, nel grande weekend di mobilitazione (4-6 aprile), organizza insieme a 80 organizzazioni tra scuole, università, hotel, organizzazioni ambientaliste, istituti di ricerca, diving club, numerose iniziative di pulizia delle spiagge e dei fondali in 15 Paesi del Mediterraneo: dalle spiagge di Tabarka e Gabès in Tunisia a quella di Rmod in Marocco, dai litorali e i parchi e riserve in Libano (Tyre Coast Nature Reserve e Abbasiya Beach Nature Reserve) alle spiagge di Libia e Algeria fino al Parque Natural Cabo de Gata-Nijar in Spagna e alla costa azzurra in Francia; e ancora le coste della Croazia, dell’Albania arrivando in Grecia ed a Malta, Turchia, Egitto, Libano, Cipro, e Israele con varie organizzazioni tra cui EcoPeace (che riunisce giordani, israeliani e palestinesi in azioni per la pace).