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 2025  aprile 02 Mercoledì calendario

“Lavoratori sfruttati tramite società serbatoio”: sequestro da 33 milioni ai supermercati Iperal e al colosso Kuehne

Due sequestri preventivi d’urgenza da circa 16,5 milioni di euro ciascuno sono stati eseguiti dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Milano nei confronti della catena di supermercati Iperal e del colosso della logistica svizzero Kuehne+Nagel srl, nell’ambito di un’indagine per frode fiscale coordinata dal pm Paolo Storari. Nello specifico, a Iperal sono stati sequestrati 16.508.913,91 euro e a Kuehne+Nagel 16.498.638,09 euro, per un totale di oltre 33 milioni. L’inchiesta, come molte altre aperte dalla Procura milanese, riguarda una presunta somministrazione illecita di manodopera attraverso le cosiddette “società serbatoio” di lavoratori, a cui non venivano pagati contributi e oneri assistenziali.
L’ipotesi di reato è di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti: sono in corso perquisizioni e sequestri anche sui sistemi informatici delle aziende. Oltre alle due società, che rispondono in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, sono indagati l’amministratore delegato di Iperal, il 65enne Antonio Tirelli, e Ruggero Poli, manager per l’Italia del gruppo svizzero. I provvedimenti di sequestro andranno convalidati entro dieci giorni dal gip.
Un comunicato della Procura spiega che, in base a quanto ricostruito dalle indagini, le due società hanno “utilizzato fatture per operazioni giuridicamente inesistenti emesse dalle proprie appaltatrici di servizi, a fronte di contratti di appalto, imponibili Iva, simulati per schermare una reale somministrazione di manodopera“, allo scopo di “abbattere il proprio carico impositivo e previdenziale e avvantaggiarsi del risparmio d’imposta risultante dall’illecita detrazione dell’Iva“. In pratica, come emerso in molte altre indagini milanesi, secondo i pm anche in questo caso avevano creato un “sistema” per garantirsi “tariffe altamente competitive” sul mercato, appaltando manodopera in modo irregolare a cooperative e società “filtro“, che assumevano formalmente i lavoratori, per servizi di logistica e “movimentazione merci”. Un sistema che per gli inquirenti favoriva “lo sfruttamento dei lavoratori” e “pratiche di concorrenza sleale“.
Nei decreti di sequestro si sottolinea che con le precedenti inchieste sui “serbatoi di manodopera” – che hanno riguardato colossi della logistica, dei trasporti e dei servizi di vigilanza – la Procura guidata da Marcello Viola non solo ha recuperato oltre 550 milioni di euro di risarcimenti fiscali all’Agenzia delle entrate, un dato già emerso e sempre in aggiornamento, ma ha ottenuto dalle aziende anche la stabilizzazione di oltre 49mila lavoratori, che prima erano “in balia delle società serbatoio”.