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 2025  aprile 02 Mercoledì calendario

Riscaldamento globale, più poveri del 40% se le temperature aumenteranno di 4°C: il nuovo studio

Se il riscaldamento globale dovesse aumentare di 4°C, una persona dal reddito medio rischia di diventare più povera del 40%, ovvero quasi quattro volte di più rispetto ad alcune stime precedenti. Questo allarmante scenario emerge da uno studio appena pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters, che mette in luce le gravi implicazioni economiche di un riscaldamento così elevato. La ricerca, condotta da esperti australiani, dimostra che l’effetto del cambiamento climatico va ben oltre l’ambiente naturale, minacciando la stabilità economica globale in modi fino ad oggi sottovalutati.

I modelli economici sottostimano gli effetti del riscaldamento
Gli esperti avevano già messo in discussione la capacità dei modelli economici esistenti di prevedere con precisione le ripercussioni del cambiamento climatico. Secondo la ricerca, un riscaldamento di 2°C (limite fissato dall’Accordo di Parigi) ridurrebbe il pil pro capite globale del 16%, ben oltre il modesto 1,4% previsto da stime precedenti.
Questo squilibrio, affermano gli autori dello studio, è legato al fatto che i modelli economici tradizionali non considerano adeguatamente gli impatti degli eventi meteorologici estremi, come siccità e inondazioni, sulle catene di approvvigionamento globali.

Il dottor Timothy Neal, autore principale della ricerca, ha spiegato che, con l’aumento delle temperature, assisteremo a «interruzioni a cascata» delle catene di approvvigionamento, dovute agli eventi climatici estremi. Un simile scenario potrebbe compromettere gravemente l’economia globale, colpendo non solo i paesi più vulnerabili, ma anche quelli più sviluppati, data l’interconnessione delle economie mondiali.
La caduta della ricchezza globale: un impatto devastante
Lo studio suggerisce che, se il riscaldamento globale raggiungesse i 4°C, la persona media nel mondo vedrebbe una riduzione della propria ricchezza del 40%. Questo dato si scontra con il 11% di riduzione stimato dai modelli economici che non considerano gli impatti più estremi. Questo scarto nelle previsioni è una delle principali conclusioni del lavoro, che sottolinea le implicazioni politiche e sociali di un modello economico inadeguato. «I modelli economici tendono a considerare i cambiamenti climatici solo a livello locale, ma non quanto eventi estremi possano sconvolgere interi settori industriali», ha dichiarato Neal.
Il paradosso delle perdite e dei guadagni
Alcuni economisti hanno suggerito che, sebbene il riscaldamento globale causerebbe enormi perdite economiche a livello globale, alcune regioni fredde potrebbero trarne vantaggio, come il Canada, la Russia e il Nord Europa, dove il clima più mite potrebbe favorire l’agricoltura. Tuttavia, Neal ribatte che l’impatto del cambiamento climatico non sarà limitato a poche aree geografiche. «Le economie globali sono collegate dal commercio, e il riscaldamento colpirà ogni angolo del pianeta», ha avvertito.
Un cambio urgente nei modelli economici
Il professor Frank Jotzo, esperto di politiche climatiche presso l’Australian National University, ha sottolineato che i modelli economici tradizionali, utilizzando approcci troppo semplificati, non riescono a cogliere la realtà delle interdipendenze economiche globali. Il cambiamento climatico non è solo una questione di temperature più elevate, ma di come questi cambiamenti influiscano su settori vitali come l’agricoltura, la salute pubblica e la sicurezza alimentare. La ricerca ha evidenziato che le perdite economiche derivanti dagli impatti reali del cambiamento climatico potrebbero essere persino superiori a quelle stimate.
Rischi sottovalutati e azioni necessarie
Un rapporto dello scorso gennaio dell’Institute and Faculty of Actuaries aveva già messo in evidenza la mancanza di preparazione nell’affrontare gli impatti più catastrofici del cambiamento climatico, come l’innalzamento del livello del mare e gli eventi estremi. «Le stime ottimistiche rischiano di rafforzare l’idea che i rischi siano lenti e limitati, mentre si tratta di minacce gravi che richiedono azioni tempestive», ha osservato il rapporto.
Il professor Mark Lawrence, esperto in rischio climatico, ha affermato che gli impatti economici del cambiamento climatico potrebbero essere anche peggiori di quanto previsto, con conseguenze devastanti per le economie globali. La discrepanza tra la modellazione tradizionale e le reali minacce del cambiamento climatico, secondo Lawrence, ha portato a una sottostima dei benefici economici che deriverebbero da un’azione climatica urgente.