Avvenire, 2 aprile 2025
Se la vendita di TikTok si trasforma in moneta di scambio con la Cina
La vendita di TikTok, da parte della casa madre cinese ByteDance, a una società americana sta diventando una moneta di scambio con Pechino? Il governo cinese potrebbe così ottenere una riduzione sui dazi americani relativi ai prodotti cinesi? Sembra, in effetti, che quella che doveva essere una trattativa privata stia diventando pubblica: il che suggerisce che ancora un accordo non sia stato raggiunto e, dunque, resta incerto il destino di TikTok negli Stati Uniti, a meno che non emerga presto un potenziale acquirente americano su cui Pechino sia disposta a concedere la sua approvazione. Nei giorni scorsi il presidente americano Donald Trump aveva assicurato che un accordo con la società madre cinese di TikTok, ByteDance, per vendere l’app di video brevi utilizzata da 170 milioni di americani sarebbe stato trovato, prima della scadenza di sabato 5 aprile. Va ricordato che Trump aveva firmato un ordine esecutivo relativo a TikTok nel suo primo giorno in carica, lo scorso 20 gennaio, ritardando di 75 giorni il divieto di utilizzo negli Usa dell’App di video brevi, di fatto riportandola in vita, poche ore dopo che la piattaforma era stata disattivata per motivi di sicurezza nazionale, ai sensi di una legge del 2024, entrata in vigore il giorno prima, il 19 gennaio scorso.
Trump aveva fissato a gennaio la scadenza del 5 aprile per trovare un acquirente non cinese per Tik-Tok, in modo che l’azienda cinese non andasse incontro a un divieto negli Stati Uniti, «Abbiamo molti potenziali acquirenti» ha spiegato il presidente americano. «C’è un enorme interesse per TikTok», aggiungendo, «Vorrei che TikTok rimanesse in vita».
Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters la società di private equity Blackstone sta valutando di effettuare un piccolo investimento di minoranza nelle operazioni statunitensi di TikTok. Blackstone sta discutendo di unirsi agli attuali azionisti non cinesi di ByteDance, guidati da Susquehanna International Group e General Atlantic, per contribuire con nuovo capitale all’offerta per l’attività statunitense di TikTok. Il gruppo è emerso come favorito.
È indubbio che la proprietà di Tik-Tok da parte di ByteDance la renda in debito con il governo cinese e Pechino potrebbe usare l’App per condurre operazioni di influenza contro gli Stati Uniti, raccogliere dati sugli americani, ma anche utilizzare la stessa vendita della App di video brevi come merce di scambio nei colloqui sui dazi. Trump, dal canto suo, non solo è disposto a estendere la scadenza di aprile, laddove non si raggiunga nei tempi un accordo sulla piattaforma social, ma aveva anche riconosciuto il ruolo che la Cina avrà nel portare a termine qualsiasi accordo, inclusa la concessione della sua approvazione: «Forse darò loro una piccola riduzione delle tariffe o qualcosa per farlo» aveva osservato il presidente americano. Il futuro dell’App utilizzata da quasi la metà degli americani è in bilico da quando una legge del 2024, approvata con un schiacciante sostegno bipartisan, ha imposto a ByteDance di cedere TikTok entro il 19 gennaio. La Casa Bianca è stata coinvolta a un livello senza precedenti nei negoziati per la vendita della piattaforma social, con cui il neo presidente è riuscito a conquistare il favore dei giovanissimi, svolgendo, nel concreto, il ruolo di una banca d’investimento.