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 2025  aprile 01 Martedì calendario

Taiwan, la Cina circonda l’isola con navi e portaerei. E lancia un messaggio a Donald Trump

«Prendere il controllo completo, colpire bersagli in mare e a terra, compiere operazioni di blocco»: è l’obiettivo delle manovre militari che il comando cinese ha lanciato oggi intorno a Taiwan.
La presenza e le incursioni di aerei e navi cinesi a ridosso dell’isola democratica sono ormai quotidiane, di solito Pechino non fornisce motivi, sostiene solo che Taiwan deve «tornare alla madrepatria».
La novità del dispiegamento di forze attuato in queste ore sta proprio nel notevole volume di informazioni strategiche e politiche diffuse dall’Esercito popolare di liberazione.
Il Comando del Teatro orientale, responsabile della «questione taiwanese», indica chiaramente che il dispositivo di aerei, navi, unità missilistiche e forze di terra ha due obiettivi tattici: 1) prepararsi a uno sbarco su territori controllati dai taiwanesi (si pensa alle isolette a ridosso delle coste continentali, come Kinmen e Matsu); 2) simulare un blocco aeronavale che taglierebbe le linee di approvvigionamento dell’isola, dipendente dalle forniture estere sia per gas e petrolio sia per derrate alimentari. Si calcola che Taiwan abbia scorte sufficienti per cinque o sei mesi in una situazione di accerchiamento: il tempo sufficiente perché a Washington decidano di mandare soccorsi.
Ha preso posizione anche l’Ufficio affari taiwanesi di Pechino, sostenendo che lo show di forza è «una punizione per le provocazioni indipendentiste dell’amministrazione di Lai Ching-te». Il presidente taiwanese a marzo ha dichiarato la Cina «forza straniera ostile» e annunciato 17 misure di sicurezza nazionale per contrastare «sovversione e spionaggio cinese nell’isola». Nel piano di Lai Ching-te c’è l’affidamento ai tribunali militari dei casi contro membri delle forze armate accusati di spionaggio.
Alle manovre in corso partecipa la portaerei Shandong, che i taiwanesi hanno identificato a circa 24 miglia nautiche dalle loro coste, il massimo avvicinamento mai esibito da questa unità. Mobilitata anche la Guardia costiera cinese che simula «azioni concrete per esercitare la legittima giurisdizione e il controllo sull’isola in base al Principio Una Cina». La Guardia costiera ha diffuso una mappa che indica l’attività di tre flottiglie di pattugliatori intorno a Taiwan: in caso di blocco, sarebbero i loro battelli a fermare e ispezionare le navi da carico internazionali.
La Cina circonda Taiwan con navi e portaerei. E lancia un messaggio a Donald Trump
Il comando cinese ha schierato anche i disegnatori del suo ufficio propaganda, che hanno prodotto un video di animazione intitolato «Accerchiamento» in cui Lai è presentato in forma di parassita verde, che avvelena l’isola seminando sul terreno vermi più piccoli che le forze cinesi schiacceranno inevitabilmente.
Non si possono catalogare gli avvenimenti di queste ore come consueti giochi militari e di propaganda nello Stretto.
Secondo gli analisti, Pechino vuole mandare un messaggio alla Casa Bianca.
La partita per la vita dell’isola che da più di settant’anni resiste alle ambizioni di inglobamento cinese si gioca sull’asse Washington-Pechino. E sicuramente la politica estera di Donald Trump, che punisce gli alleati con i dazi, «consiglia» al Canada di diventare il cinquantunesimo territorio degli Stati Uniti, rivendica il Canale di Panama, minaccia la Groenlandia di invasione, può far pensare a Xi Jinping che sia arrivato il momento di tentare l’azione a Taiwan.
Sicuramente Xi ha visto come Trump ha trattato l’ucraino Zelensky da «dittatore senza legittimità», per imporre una tregua e riavvicinarsi a Putin. E denunciando Lai Ching-te come «provocatore separatista», Xi suggerisce per il leader taiwanese lo stesso trattamento riservato da Trump a quello ucraino.