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 2025  aprile 01 Martedì calendario

Trump cancella lo status migratorio di vari studenti internazionali senza avvisarli

Le autorità d’immigrazione starebbero cancellando lo status migratorio di numerosi studenti internazionali negli Stati Uniti, senza avvisarli o notificare in anticipo le loro università. E cogliendoli, nella maggior parte dei casi, completamente di sorpresa.
Tanto da finire spesso trattenuti dall’immigrazione senza alcun preavviso, come nel caso di Rumeysa Ozturk, la studentessa turca della Tufts University, arrestata la settimana scorsa mentre camminava per strada. Ozturk è stata accusata di essere a favore del gruppo Hamas.
La maggior parte degli studenti a cui è stato sospeso lo status migratorio proviene dal Medio Oriente e da paesi a maggioranza musulmana.
Per fare chiarezza: oltre ad avere uno status d’immigrazione, gli studenti hanno anche un visto. Questo documento consente loro di entrare negli Stati Uniti, mentre il loro status permette di rimanere nel paese finché sono iscritti a corsi, mantengono la documentazione corretta e rispettano le restrizioni lavorative.
Il segretario di Stato, Marco Rubio, ha confermato che gli Stati Uniti hanno già revocato più di trecento visti studenteschi. Nel frattempo, il Dipartimento di Stato ha inviato e-mail a centinaia di studenti internazionali, chiedendo loro di auto espellersi per presunta partecipazione ad azioni di attivismo nei campus universitari.
La Stampa ha parlato con una dipendente che lavora con gli studenti internazionali presso la Northwestern University di Evanston, Illinois, che ha confermato che ci sono numerosi problemi con l’ICE e alcuni studenti della sua università, ma senza fornire maggiori dettagli per una questione di privacy.
L’amministrazione starebbe utilizzando una disposizione migratoria raramente impiegata, che limita lo status migratorio di chi rappresenta una possibile minaccia alla politica estera statunitense, come quella verso Israele. Si tratta della stessa ragione utilizzata per arrestare Mahmoud Khalil, uno dei leader delle proteste pro-Palestina della Columbia University di New York.
Questa disposizione sarebbe ora usata per colpire gli studenti che hanno protestato a favore della Palestina in tutto il paese, anche quando il diritto a manifestare è tutelato dal primo emendamento della Costituzione statunitense e impedisce al governo di perseguire i manifestanti in modo discriminatorio e mirato.
La Stampa ha contattato l’ufficio stampa dell’ICE per avere conferma riguardo alla cancellazione dello stato migratorio di questi studenti arabi, senza ottenere per ora una risposta.
Nel frattempo, l’ICE prosegue la sua campagna di arresti e detenzioni di massa. Dall’inizio della presidenza Trump, avrebbe arrestato più di tredicimila persone, deportandone più di centomila.
Non è chiaro quanti detenuti siano criminali condannati, qual è lo stato dei loro casi e quali siano le loro origini nazionali. La maggior parte viene trasferita in Messico. In contemporanea, anche gli attraversamenti illegali al confine tra Stati Uniti e Messico sono scesi a livelli mai visti da decenni, raggiungendo un nuovo minimo sorprendente a marzo: solo settemila migranti in tutto il mese.
Gli agenti alla frontiera lo chiamano “l’effetto Trump”.