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 2025  aprile 01 Martedì calendario

La storia del Corriere dei piccoli

Paola Lombroso, figlia primogenita del celebre professore Cesare docente di Antropologia all’Università di Pavia, nacque il 14 marzo 1871 dall’insegnante Nina De Benedetti. Conseguita la maturità classica, preferì acculturarsi attraverso la Biblioteca paterna mostrando subito una notevole capacità di sintesi, tale da indurre il padre ad inserirla nella redazione della rivista scientifica da lui fondata nel 1880.
Ben presto però Paola inizierà ad interessarsi al mondo dell’infanzia con articoli pedagogici, sensibile alle difficoltà incontrate dalle famiglie operaie o dedite ai lavori nei campi. Riviste come Fanfulla della Domenica e Vita Moderna distribuite gratuitamente nelle Scuole e nelle Parrocchie, testimoniano la sua intensa partecipazione al problema. L’ulteriore svolta avverrà attraverso la conoscenza di Anna Kuliscioff (1857/1925), medico e giornalista, emancipata anche economicamente e portatrice di una importante iniziativa già presente a Milano per assistere e sostenere alunni delle scuole elementari in difficoltà economiche. Paola dunque, con l’aiuto della sorella Gina (1872/1944), creerà a Torino una fondazione denominata «Scuola e Famiglia» destinata ad ottenere un enorme successo. Autrice di articoli sul giornale socialista L’Avanti, sul Piccolo di Trieste e sulla Gazzetta del Popolo di Torino, nel 1899 si sposerà con il medico Mario Carrara (1866/1937), allievo del padre. Nel 1906 Paola prende contatto con il Direttore del Corriere della Sera, Luigi Albertini, per proporre un inserto domenicale destinato all’infanzia. Albertini si mostra subito interessato ma quando Paola gli illustra anche l’organizzazione editoriale che prevede, oltre lei, altre presenze femminili, il progetto sembra arenarsi. Il Corriere dei Piccoli nascerà comunque a pochi giorni dal Natale del 1908 ma il suo ruolo non sarà riconosciuto e dopo un «arbitrato amichevole» portato avanti da Filippo Turati (1857/1932), personaggio legato alla Kuliscioff, Paola otterrà un piccolo compenso mensile ed una rubrìca dove si firmerà con lo pseudonimo di «Zia Mariù».
La collaborazione finirà nel 1912 quando ella raccoglierà i frutti di una campagna iniziata proprio sul Corriere nel 1909 quale Zia Mariù riguardo le “Biblioteche Rurali”, nate affinché bambini provenienti da famiglie benestanti e chiamati “Cavalieri del Libro”, potessero raccogliere fondi per l’infanzia meno abbiente. Il progetto, che ottenne una calorosa accoglienza e creò rapporti di duratura amicizia, terminerà nel 1934 e sarà ripreso nel dopoguerra con alterne fortune nonostante l’apporto innovativo anche dell’insegnante e giornalista Ada Prospero Gobetti (1902/1968), vedova di Piero. Paola si spense a Torino il 23 gennaio 1954.