corriere.it, 31 marzo 2025
A Lourdes coperte le porte con i mosaici dell’ex gesuita Marko Rupnik. La soddisfazione delle vittime che hanno denunciato abusi
Sono state coperte le due porte d’ingresso della basilica del Rosario a Lourdes sulle quali compaiono i mosaici dell’ex gesuita, il sacerdote sloveno Marko Rupnik, accusato di abusi sessuali e fisici su diverse ex suore. «Conoscete la mia opinione sulla presenza di questi mosaici sulle porte della basilica – spiega sul sito del santuario il vescovo di Lourdes, monsignor Jean-Marc Micas -. Mi è sembrato che si dovesse fare un nuovo passo simbolico affinché l’ingresso in basilica sia reso più agevole a tutte le persone che oggi non possono varcare la soglia. Tutte le porte della basilica del Rosario vengono quindi modificate».
Scomunicato nel 2020, il gesuita sloveno Marko Rupnik si è visto revocare la sanzione dal Papa dopo aver «espresso il suo pentimento». Dimesso dalla Compagnia di Gesù, ancora sacerdote in Slovenia, è stato poi oggetto di una terza indagine canonica dopo che sono state presentate nuove denunce. I suoi sostenitori gridano sempre alla cabala.
I mosaici, la vicinanza alle vittime
«È l’anno giubilare – ha motivato monsignor Micas a proposito della scelta di coprire i mosaici -. A Roma sono state aperte le Porte sante nelle quattro basiliche maggiori. Ho emanato un decreto per dichiarare che il santuario di Lourdes è uno dei due luoghi della diocesi, insieme alla cattedrale di Tarbes, dove vivere l’anno giubilare e ricevere l’indulgenza plenaria. Il passaggio attraverso le porte d’ingresso della basilica doveva avvenire all’altezza simbolica del momento».
Commissionati nel 2008, in occasione del 150esimo anniversario delle apparizioni, da colui che allora era l’artista più importante della Chiesa cattolica, questi giganteschi mosaici adornano l’intera facciata della basilica Notre-Dame du Rosaire. E da un anno un think tank collabora con il vescovo sull’argomento per delineare l’intervento.
«Questo terzo venerdì di Quaresima, il 28 marzo – aggiunge -, è stato per tutta la Chiesa di Francia il Giorno della memoria e di preghiera per le vittime degli abusi sessuali commessi nella Chiesa. Le due porte laterali sono state chiuse questo lunedì, mentre le due grandi porte centrali lo saranno tra qualche giorno, prima dell’inizio della stagione dei pellegrinaggi a Lourdes».
Il 2 luglio 2024, monsignor Micas aveva anticipato: «Sarebbe preferibile rimuovere questi mosaici». Quello di oggi, afferma, «non è un primo, ma un secondo passo! Il primo è stato quello di non evidenziarli più di notte, durante le processioni, dallo scorso luglio». Per quanto riguarda i prossimi passi, fa sapere: «Un gruppo di lavoro porta avanti la riflessione e mi supporta nelle decisioni. Preferiamo andare avanti con calma piuttosto che sotto il fuoco di varie pressioni. Lavoriamo a lungo termine, per le vittime, per la Chiesa, per Lourdes e il suo messaggio per tutti».
A Lourdes coperte le porte con i mosaici dell’ex gesuita Marko Rupnik. La soddisfazione delle vittime che hanno denunciato abusi
A Lourdes coperte le porte con i mosaici dell’ex gesuita Marko Rupnik. La soddisfazione delle vittime che hanno denunciato abusi
Le vittime: «Rimuovere tutti i mosaici»
Commenta Laura Sgrò, legale di cinque vittime di Marko Ivan Rupnik: «Accogliamo, con la gioia nel cuore, le parole illuminate di Jean Marc Micas, vescovo di Tarbes e Lourdes, da sempre vicino alle vittime di abusi, cui va il nostro sentito ringraziamento. Sappiamo bene che la sua decisione di coprire le porte della basilica di Lourdes, dove sono presenti i mosaici di Marko Ivan Rupnik, è stata lungamente ragionata, attentamente ricercata e fortemente osteggiata. La questione non è, infatti, quella di scindere l’artista dall’opera – come finora si è voluto erroneamente fare intendere – ma quella se è possibile scindere l’arte, cioè i mosaici, dall’abuso stesso e questo non è in alcun modo possibile, perché proprio durante la realizzazione delle opere e con riferimento alle stesse – opere esposte nei luoghi di culto più importanti al mondo – Rupnik ha abusato di alcune delle vittime».
«Ogni fedele e non solo ogni vittima di abuso – conclude Sgrò -deve avere il cuore libero nel momento in cui si accosta alla preghiera e ciò non può avvenire se deve inginocchiarsi davanti a un’opera che probabilmente è stata il luogo dove si è consumato un abuso. Le vittime di Marko Ivan Rupnik che rappresento, pertanto, chiedono che anche gli altri vescovi, nelle cui diocesi sono presenti opere del famoso mosaicista, compiano lo stesso gesto forte e inequivocabile di sostegno a tutte le vittime di abusi».