corriere.it, 31 marzo 2025
A Padova lo Spritz resta bloccato a 4€: «Resistiamo alle pressioni perché è nato qui»
Il prezzo dello spritz? A Padova non si tocca. I gestori dei chioschi dei Navigli, alberato viale pedonale adibito a spazio dedicato al rito dell’happy hour fino a metà luglio, hanno infatti deciso di mantenere bloccato a 4 euro il costo del tipico aperitivo della città veneta. Il motivo risiede nella volontà di preservare la natura popolare dell’amatissima tradizione, viceversa andata ormai persa altrove: non solo nei grandi centri come Milano – nei cui quartieri più «in» non è affatto difficile imbattersi in quotazioni a due cifre —, ma anche in altre località venete – a partire da quelle a forte vocazione turistica di mare o di montagna —, dove sempre più spesso non basta una banconota da cinque euro. Quanto poi all’estero, dopo l’inserimento della versione a base Aperol nella lista ufficiale dell’Iba (International Bartenders Association) l’aumento della popolarità del drink è andato di pari passo con i suoi rincari nei bar. Esempio tra tanti: a New York è del tutto normale vedersi richiedere almeno 15 dollari.
Le pressioni dei marchi
Le ragioni della compatta presa di posizione degli esercenti padovani sono da ricondurre alle crescenti pressioni dei grandi marchi che, per far fronte alle difficoltà del settore – si pensi al -34,78 per cento di Campari nella seconda metà del 2024 —, stanno spingendo per riposizionare il prodotto in una fascia «premium». Naturalmente ciò genererebbe maggiori margini di guadagno anche per le singole attività, ma i titolari ripetono di voler resistere: «Lo spritz è nato qui», affermano a buona ragione. Se infatti da un lato fu proprio in Veneto che già nell’Ottocento i militari austroungarici presero l’abitudine di allungare il vino locale con l’acqua frizzante – «spritzen» in tedesco significa «spruzzare» – dall’altro lo stesso Aperol, il bitter da aperitivo per eccellenza, venne creato nel 1919 dai (padovanissimi) fratelli Luigi e Silvio Barbieri un anno prima che a Venezia nascesse il Select. In aggiunta, sempre all’ombra del Santo vide la luce nel 1948 il Cynar, prodotto dalla G.B. Pezziol (la stessa del Vov).
Il record dell’anno scorso
Per quanto tempo ancora i gestori dei chioschi riusciranno a tenere il punto, lo si scoprirà soltanto in futuro. D’altronde va da sé che il coltello dalla parte del manico lo impugnino le aziende fornitrici. Peraltro proprio i Navigli il 5 giugno scorso erano stati teatro di un nuovo Spritz World Record, ovvero «lo spritz più numeroso del mondo», con oltre 6.100 bicchieri alzati (e soprattutto bevuti) in contemporanea. Quest’anno però non si replicherà. O meglio, gli organizzatori hanno deciso di puntare a un analogo primato a tema karaoke con il supporto di Radio Piterpan. Secondo una recente indagine realizzata da Swg per conto di Deliveroo, per un italiano su due l’aperitivo è un appuntamento bisettimanale, mentre per quasi uno su quattro settimanale. Sotto questo profilo, tra gli argomenti di conversazione più frequenti figurano temi di attualità (nel 61 per cento dei casi), problemi quotidiani (52 per cento), politica (47 per cento), ricordi del passato (45 per cento) e idee di viaggi o vacanze (43 per cento). Prioritario resta comunque bere sempre responsabilmente: a questo link l’elenco dei principali rischi correlati all’abuso di alcol.