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 2025  marzo 31 Lunedì calendario

Soldati scelti da Aleppo e Sudzha così Mosca è tornata ad avanzare

Non c’è aria di tregua sul fronte ucraino, dove negli ultimi giorni i droni russi hanno colpito duramente Dnipro e – ieri Kharkiv. Subito prima degli incontri in Arabia Saudita per negoziare un cessate il fuoco, i russi avevano rallentato il ritmo dell’offensiva. La pausa è durata poco più di una settimana, poi da giovedì gli attacchi sono ricominciati a crescere: ne sono stati contati anche 250 al giorno. Sono in maggioranza assalti di piccole squadre, nuclei di fanti che puntano a infilarsi nella terra di nessuno tra i due eserciti per dirigere il fuoco dei droni e dell’artiglieria. Ma sono più frequenti pure le incursioni di mezzi corazzati, che cercano di aprire un varco nelle difese penetrando in profondità: finora nessuna è riuscita a sfondare. L’effetto di questo rullo compressore è proseguire nella lenta avanzata per conquistare quanto più terreno possibile, creando sacche in cui isolare le formazioni nemiche fino a obbligarle a ripiegare. «Le nostre forze stanno andando avanti ogni giorno – ha dichiarato Vladimir Putin giovedì scorso – e liberano un territorio dopo l’altro, un villaggio dopo l’altro».
Il quartier generale di Kiev è convinto che il “rallentamento” non fosse dettato dalla diplomazia: i comandanti di Mosca hanno riorganizzato il loro schieramento dopo la sostanziale ritirata ucraina dalla regione di Kursk, dove restano occupate soltanto alcune colline poco oltre la frontiera russa. E temono che presto il Cremlino lanci una nuova operazione su larga scala: una “offensiva di primavera” per ottenere un risultato strategico da far pesare nelle trattative mediate dalla Casa Bianca. Due i possibili obiettivi: Kharkiv, la metropoli a ridosso del confine russo, o Dnipro, la città industriale crocevia delle arterie per il Donbass.
L’intelligence della Nato non conferma questi sospetti, anche se ha rilevato movimenti di truppe più intensi nelle retrovie. Si stima che i preparativi di una manovra del genere richiederebbero almeno altre tre settimane e necessiterebbe di uomini più addestrati degli anziani volontari arruolati dalla Russia: non sembra possibile che oggi il Cremlino sia in grado di radunare corpi d’armata tali da espugnare grandi centri urbani. Vengono però fatti notare tre elementi. Anzitutto, Putin ha riportato in patria quasi tutto il contingente presente in Siria, rendendo disponibili circatremila uomini esperti e motivati, con blindati e artiglieria. Inoltre Mosca può affidare ai nordcoreani il compito di fronteggiare l’ultima roccaforte ucraina nel Kursk, mettendo così unità scelte di parà e fanti di marina a disposizione per altre iniziative. Infine il Cremlino ha annunciato la trasformazione di duebrigate dei marines, protagoniste dei combattimenti più violenti, in divisioni, con un aumento di organico: probabilmente il personale aggiuntivo verrà prelevato dagli equipaggi delle navi e dalle guarnigioni dei porti. Si tratta quindi delle risorse per allestire una task force con circa 20 mila buoni soldati, insufficienti per prendere una metropoli, ma capaci di infliggere un duro c olpo alle difese ucraine.
Quanto alle direttrici di un’eventuale offensiva di primavera, i blogger militari russi più autorevoli sembrano accreditare una serie di attacchi convergenti su Dnipro che – citando von Clausewitz – viene indicato come il “baricentro della manovra”. Uno degli assalti procede da settimane verso la città di Zaporizhzhia, rimasta in mani ucraine: «I nostri paracadutisti stanno ottenendo successi in battaglie pesanti attraverso Stepovoye e Malye Shcherbaki, recentemente conquistate, fino a Shcherbaki, avanzando lungo la strada per Orichiv». Ma ci sono almeno altre due azioni che potrebbero essere irrobustite per circondare le brigate ucraine che sbarrano le strade verso Dnipro, colpita venerdì notte da un raid terroristico di droni.
Invece, a far temere per Kharkiv sono i successi russi nella zona di Lyman, cittadina strategica. Ma in tutto il Donbass gli scontri sono feroci e i generali di Mosca continuano a cercare di ottenere il pieno controllo dell’area di Toretsk e soprattutto della cittadina di Pokrovsk, roccaforte e hub logistico del Donetsk. Gli ucraini rispondono con contrattacchi di portata limitata e stanno aumentando le missioni dei loro caccia Sukhoi e F16, che per la prima volta dall’inizio dell’invasione ora bombardano le prime linee russe, usando ordigni di precisione americani e francesi. Il problema principale resta la scarsità di uomini, e in questi giorni stanno avendo il battesimo del fuoco “i ragazzi del 2006”, giovanissimi volontari arruolati nei reparti di Kiev. L’ultima risorsa che va a immolarsi, nel sacrificio pagato dagli ucraini per difendere il Paese.