lastampa.it, 31 marzo 2025
Gli imputati, le accuse, le parti lese: il processo Askatasuna spiegato in breve
prevista per stamattina, lunedì 31 marzo, alle 11, in Tribunale, la lettura della sentenza sul cosiddetto «processo Askatasuna» nato da un’inchiesta della Digos di Torino (soprannominata «Sovrano») che ha acceso un faro sulle azioni di protesta violente di un gruppo di antagonisti e militanti della struttura di corso Regina Margherita. Nella requisitoria la procura ha chiesto 28 condanne per un totale di 88 anni di carcere, le difese hanno invece spiegato perché le contestazioni mosse dai pm non sarebbero fondate e meritevoli di pronuncia di condanna.
Chi sono gli imputati
Giorgio Rossetto, 62 anni di Piossasco
Guido Marco Borio, 70 anni di Torino
Mattia Marzuoli, di Sanremo 41 anni
Andrea Bonadonna, 50 anni, di Torino
Dana Lauriola, 42 anni, di Torino
Umberto Raviola, 35 anni, di Torino
Stella gentili, 44 anni di Bra (Cn)
Maya Bosser Peverelli, 37 anni, di Moncalieri
Francesco Bruni, 32 anni, di Perugia
Luca Cientanni, 50 anni, di Carmagnola
Federico Cimbarle, 27 anni di Torino
Loris Collovati, 32 anni di Latisana (Ud)
Alessandro Fiumara, 33 anni, di Domodossola
Donato Laviola, 36 anni, di Bari
Francesca Lucchetto, 47 anni, di Trieste
Vincenzo Pellicanò, 34 anni, di Torino
Costanza Piana, 31 anni, di Torino
Michele Raffaele, 33 anni, di Torino
Alice Scavone, 32 anni, di Torino
Giulia Arrighetti, 31 anni, di Milano
Alberto dal Lago, 24 anni, di Trento
Alessandro Della Malva, 53 anni, di Rimini
Francesco Ferreri, 23 anni, di Torino
Guido Fissore, 79 anni, di Savigliano
Iris Grosso, 27 anni, di Torino
Sara Munari, 23 anni, di Torino
Franco Olivero Fugera, 68 anni, di Susa (To)
Silvano Raise, 62 anni, di Torino
Quali sono le parti offese
La presidenza del Consiglio dei Ministri
Il ministero della Difesa
Il ministero dell’Interno
Telt (Tunnel Euralpin Lyon Turin)
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Di quali reati rispondono gli imputati
Inizialmente l’accusa più grave formulata dalla procura era di associazione sovversiva, ma in un secondo momento il giudice per le indagini preliminari, accogliendo anche articolate osservazioni difensive, l’aveva derubricata ad associazione a delinquere semplice.
Le altre ipotesi contestate
Scorrendo il decreto che dispone il giudizio altre ipotesi di reato vengono contestate:
violenza privata
estorsione,
rapina
sequestro di persona
violenza
resistenza a pubblico ufficiale
incendio e danneggiamento.
Quali sono le “azioni violente” contestate
Più nel dettaglio, a vario titolo, gli imputati:
Avrebbero organizzato, diretto e partecipavano agli scontri violenti contro le forze dell’ordine, il cantiere ed i dipendenti delle imprese incaricate dell’esecuzione dei lavori, per opporsi alla realizzazione della TAV, aggravati dal travisamento e dall’uso di armi a partire dal 2010;
Avrebbero organizzato, diretto e partecipato alle iniziative di protesta violenta in occasione di manifestazioni pubbliche contro le politiche del governo, contro esponenti politici o militanti di associazioni e/o movimenti portatori di ideologie contrapposte, a partire dal 2009; al fine di esercitare il controllo sul quartiere Vanchiglia ed allontanare dallo stesso i ripetuti controlli di polizia organizzavano, avrebbero partecipato ad azioni violente contro gli spacciatori nel novembre
Perché il centro sociale è finito nel mirino
Per l’attuazione di questo presunto progetto criminale l’associazione si sarebbe avvalsa di una struttura organizzativa che si riuniva all’interno del centro sociale Askatasuna (l’immobile abusivamente occupato fino a poco tempo fa, in corso Regina Margherita 47) dove sarebbero state organizzate le azioni violente; nel presidio della «Libera Repubblica dei Mulini», (arcate 25 e 27 di via Murazzi del Po e corso Ciriè 7). «Da questi – si legge agli atti delle contestazioni mosse dalla procura – traevano risorse economiche nello sfruttamento di associazioni aventi varie finalità (sportive e sociali) per l’attività di proselitismo nell’utilizzo e la messa a disposizione di competenze tecniche, attrezzature informatiche, strumenti di comunicazione ed altri oggetti idonei alla produzione e diffusione di materiale di propaganda ideologica volta alla sovversione».