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 2025  marzo 31 Lunedì calendario

Due agenti della Municipale aggrediti in via Roma da una baby gang, ma i 4 sono già stati scarcerati

Martedì, tardo pomeriggio. Pieno centro. Ora di punta e aria di primavera. Una folla di passanti, negozianti e turisti sente dei tonfi e delle grida. In arabo e in italiano. Qualcuno si sporge dal balcone. Molti chiamano il 112. Sotto i portici di via Roma, in mezzo alla calca, tre ragazzi stanno picchiando due agenti in borghese. Li prendono a calci e pugni. Li colpiscono anche quando uno dei due è a terra. Un quarto ragazzino, tutto vestito di nero, scappa su un monopattino. «Lasciateli stare, m...» grida una ragazzina. Ha 16 anni. È l’unica femmina e l’unica minorenne di questa banda di quattro. Gli altri tre hanno vent’anni. Sono marocchini. Colpiscono i due vigili finché non arrivano i rinforzi del reparto mobile. Il più violento continua a tirare calci all’auto di servizio anche quando finisce in manette, insieme agli altri, e lo stanno per portare in via Bologna.
Chi sono gli aggressori
Le chiamano «baby gang», per qualcuno un termine improprio. Ma se la definizione è accettabile, quella che ha gettato nel panico la folla martedì scorso lo è davvero. Una baby gang. Violenta come la parola. Sono in quattro. Dai 16 ai 26 anni. Due irregolari in Italia, due con precedenti per spaccio. Tre nati in Marocco, una in Italia. Stanno tutti i pomeriggi, racconta chi lavora nelle forze dell’ordine, in centro. Tra i giardini Sambuy e piazza Castello. Hanno almeno un monopattino. Fumano marijuana sulle panchine. Poi si tirano su gli scaldacollo neri e si buttano nella mischia.
La tecnica della banda
Torino con la primavera è sempre più affollata. Via Roma brulica di passanti. Il tardo pomeriggio è l’ora migliore per mettere in atto quella che gli investigatori chiamano la tecnica della tenaglia. Funziona così. Come hanno fatto due di questi quattro ragazzi finiti in manette. Due si nascondono e aspettano. Uno segue a piedi la vittima. L’altro procede a distanza, in monopattino.
Martedì l’allarme è scattato dopo una serie di colpi, tentati o messi in atto: «Ci sono degli incappucciati, tutti vestiti di nero, che fanno furti in monopattino tra piazza Castello e piazza Carlo Felice».
L’intervento dei vigili
Due agenti della municipale in borghese hanno subito riconosciuto il gruppo. Uno dei vigili si è messo a pedinare due rapinatori, che stavano seguendo una coppietta sotto i portici. Il secondo agente stava a distanza su un’auto civetta, pronto a scattare. Il rapinatore a piedi e quello sul monopattino si sono avvicinati a un metro dalle due vittime. Ma quello sul monopattino ha capito di essere seguito. Ha urlato qualcosa in arabo al complice, che è scappato. Il rapinatore in monopattino ha aggredito l’agente a piedi. Urlando, scalciando e colpendolo al petto, fino ad atterrarlo. Ha continuato a picchiarlo. È arrivato il secondo vigile. Calci e pugni sono proseguiti, fino a quando un agente non è riuscito a bloccare il rapinatore a terra. Ma lui lo ha morso, atterrandolo di nuovo.
Tutti in manette, poi scarcerati
In mezza a una piccola folla sgomenta, sono arrivati di corsa i complici: la ragazza di 16 anni e il quarto membro della banda, che si è unito agli altri per picchiare i vigili. La ragazza con il cellulare in mano in modalità video ha urlato: «Pezzi di m… non toccateli!». Poi si è scagliata contro gli agenti, che intanto sono riusciti ad arrestare l’amico. Sono arrivati i rinforzi del reparto mobile della Municipale. E alla fine, sono stati tutti arrestati, come disposto dal pm di turno Giovanni Caspani. Dopo due notti alle Vallette, i tre ragazzi maggiorenni – difesi dagli avvocati Francesca D’Urzo e Alberto Bosio – sono stati scarcerati per direttissima con l’obbligo di firma. Lesioni personali, resistenza e violenza a pubblico ufficiale i reati contestati. Gli agenti hanno prognosi fino a otto giorni per lesioni alla cervicale, alle ginocchia, alla schiena e alle dita.