ilmessaggero.it, 31 marzo 2025
Nadia Cassini, il marito Giuseppe Surfaro: «Un dolore alla schiena, così ha scoperto la malattia. Per colpa di un lifting le asportarono un orecchio»
Nadia Cassini ha lasciato un vuoto. Un vuoto immenso nella vita di suo marito, Giuseppe Surfaro. Sta male senza di lei, soffre e non lo nasconde. Nella casa di Reggio Calabria, dove aveva deciso di andare a vivere dopo aver chiuso con le commedie sexy, c’è tristezza, tanta malinconia.
Al settimanale DiPiù il marito racconta il giorno del loro matrimonio, il 2 gennaio 2018: «Fu una cerimonia bellissima in Comune», ricorda lui. «Nadia è una donna meravigliosa, tenera, ingenua, simpatica, timida, insicura. Anzi, era, mi scusi, ma non riesco ancora a parlare di lei al passato. Mia moglie, la mia Nadia, è come se fosse ancora qui, al mio fianco»
La malattia
Una brutta malattia se l’è portava via. «Un anno fa, a marzo, si è ammalata – ricorda ancora al settimanale diretto da Osvaldo Orlandini – Aveva un forte dolore alla schiena e facemmo una Tac.
Che abbiamo ripetuto ad agosto dello scorso anno. Quel giorno le diagnosticarono un tumore. Iniziò dei cicli di chemioterapia. Io stavo sempre con lei, per darle forza. A gennaio purtroppo le cose sono precipitate. In quelle settimane non festeggiammo nemmeno il suo compleanno e i miei ottant’anni. Prima di andarsene, mi ha detto: “Grazie per tutto quello che hai fatto per me, non so come avrei fatto senza averti al mio fianco”».
Il mondo dello spettacolo
Ma è Giuseppe a ringraziarla: «Mi ha dedicato ventidue anni indimenticabili, meravigliosi. Lei stava bene in Calabria. Ormai si era disamorata dell’ambiente dello spettacolo... Era disincantata. “È un mondo di approfittatori’, mi diceva».
Al settimanale DiPiù Giuseppe svela che «il più grande rimpianto di Nadia era che la gente la ricordasse solo per il fondoschiena. Per lei è stata una condanna». Racconta che Nadia aveva sofferto molto per il suo precedente matrimonio con Igor Cassini, con cui si era trasferita in Italia per sfondare nel mondo del cinema. «Igor era gelosissimo e dopo tre anni si lasciarono». E sfortunato fu anche il suo rapporto con Yorgo Voyagis. Rapporto dal quale nacque Kassandra, l’unica sua figlia. «Quella figlia per Nadia – racconta ancora il marito al settimanale di Cairo Editore – contava più di ogni altra cosa, anche se Kassandra aveva un carattere ribelle, e litigavano spesso. Negli ultimi anni, però, madre e figlia si erano riavvicinate tantissimo. Il loro rapporto era diventato meraviglioso. Le cose, invece, non erano andate bene tra Nadia e Voyagis».
I corteggiatori
La prima volta che si sono visti? Indimenticabile. «Una prima volta la vidi a Milano all’inizio degli anni Ottanta. Nadia era uno schianto, fermava il traffico, per quanto era bella. Era la perfezione assoluta. Ma non ebbi il coraggio di avvicinarmi, di presentarmi. In quel periodo Nadia lavorava a Canale 5. Era corteggiatissima. Ricordo che tra i suoi ammiratori c’era pure l’avvocato Agnelli. Per me, mercante d’arte, era una donna semplicemente inarrivabile...».
Poi però nel 2003, era il 7 settembre, «ci incontrammo per caso in una vineria al centro di Roma, vicino a Via della Vite. Lei arrivò trafelata, e chiese aiuto...». E lui la salvò. «Quella sera stessa la invitai in un ristorante, Jazz, anche se mi disse con decisione: “Guardi che io non salgo mai sull’auto di uno sconosciuto”. Alla fine la convinsi e, dopo la cena, entrammo in intimità...».
Il lifting
Nemmeno la vità le diede una mano. A un certo punto della sua vita «Nadia volle farsi un lifting per ringiovanire il suo volto da quarantenne. Ma i medici della clinica di Parigi ai quali si era affidata sbagliarono l’operazione e le bruciarono i capillari del volto. Con il tempo l’orecchio andò in necrosi e lo dovettero asportare. La risarcirono con duecentoquarantamila euro, niente rispetto a quello che aveva vissuto. Per diverso tempo mia moglie entrò e uscì dalle cliniche, per ricostruire il viso. Ma per l’orecchio non ci fu nulla da fare». Poi insieme nel 2009 ebbero anche un incidente d’auto. «Io non mi feci nemmeno un graffio, Nadia invece si ruppe delle vertebre, rischiò di rimanere paralizzata: altro dolore, fisico e psicologico». Ora è lui che ha le ossa rotte e «mi sento a pezzi, senza la mia Nadia».