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 2025  marzo 31 Lunedì calendario

Russia e la guerra ombra in Italia, così gli 007 spiano le coste: sottomarini, fregate e falsi mercantili. Tutti gli episodi

Un altro giallo, un altro episodio che sa di spionaggio. Il sorvolo ripetuto del drone di fabbricazione russa sopra il Joint Research Center dell’Ue a Ispra, sul Lago Maggiore, è solo l’ultimo di una lunga catena di episodi. A pochi chilometri, un’imbarcazione turistica affondò durante un temporale al largo di Sesto Calende. A bordo, agenti legati a Aise e Mossad. Quattro morti. Incolpato il maltempo. Da allora, l’intera area è sotto sorveglianza rafforzata. Il territorio italiano, disseminato di luoghi sensibili, è entrato nelle mappe operative dell’intelligence russa. I segnali sono numerosi e arrivano da più fronti. Nel novembre scorso, due imprenditori brianzoli sono finiti sotto inchiesta per aver fornito alla Russia mappe delle zone grigie non coperte da videosorveglianza a Roma e Milano, compresi siti istituzionali e installazioni militari. Motivazione politica, in quel caso, e pagamenti in criptovalute. L’indagine dei carabinieri del Ros era partita dal monitoraggio di canali Telegram. La procura di Milano parla di «corruzione del cittadino da parte dello straniero», aggravata da finalità di terrorismo. In parallelo, il gruppo hacker filo-russo NoName057(16) prende di mira vari ministeri italiani, aeroporti e aziende strategiche. Gli attacchi servono a lanciare messaggi ritorsivi per le prese di posizione del governo italiano sull’Ucraina. Ma c’è anche altro. L’evasione di Artem Uss, figlio di un ex governatore russo e uomo d’affari accusato di traffico illegale e spionaggio industriale, dai domiciliari a Milano nel 2023, sarebbe avvenuta grazie al supporto dei servizi di Mosca. E morde tuttora il caso Biot: il capitano di fregata italiano arrestato nel 2021 per aver ceduto informazioni Nato ad agenti russi, condannato in via definitiva a 29 anni di carcere.
GLI AVVISTAMENTI
Segnali della guerra ombra, ibrida, si nascondono nei fondali: la nave spia russa Yantar, specializzata nel mappare cavi sottomarini di gas e dati, è stata avvistata nel Mediterraneo, tra Sicilia e Algeria. Non è armata, ma sa dove colpire. A dicembre 2022, un’unità militare russa, la Akademik Pashin, ha sostato nel Canale di Otranto proprio sopra il gasdotto Tap e il cavo in fibra Bari-Grecia. Da tempo l’Italia è sotto osservazione: con gli occhi, i microfoni e le reti digitali del Cremlino. Nel Mediterraneo, il Mare Nostrum, l’attività navale russa è diventata una presenza costante. Nel maggio 2022, la nave spia Vasiliy Tatishchev fu fotografata a nord della Tunisia mentre si riforniva. Poco dopo, puntò la rotta verso la portaerei francese De Gaulle. A bordo, 146 operatori specializzati nell’intercettazione di segnali radar e trasmissioni radio. Le sue antenne, schermate da cupole bianche, raccolgono i dati per operazioni di guerra elettronica. Nel gennaio 2025, il sottomarino russo Krasnodar è stato avvistato tra Algeria e Sardegna. L’Italia ha fatto alzare velivoli da Sigonella e Cagliari per seguirne i movimenti.

LE MISSIONI
Intanto, secondo le ricostruzioni di Itamilradar, la Yantar lasciava Alessandria d’Egitto per tornare nel Canale di Sicilia. Sotto osservazione pure l’Akademik Pashin, un rifornitore sospettato di attività di intelligence sottomarina. Il controllo del Mediterraneo centrale è affidato a una rete integrata Italia-Usa-Nato. Lo Stivale è in prima linea. Aerei P-8A americani e ATR P-72 italiani sorvegliano il tratto di mare tra Sicilia, Ionio e Peloponneso. La Nato ha attivato l’operazione Dynamic Manta: un’esercitazione antisommergibile con navi e sottomarini alleati impegnati in una simulazione di guerra sotto la superficie. Dal Canale di Sicilia all’Egeo, passando per lo Ionio e il Tirreno, le acque del Mare Nostrum sono diventate teatro di una sorveglianza permanente. Una rete invisibile, ma costante. Come quella che ha pizzicato il drone senza volto nel cielo di Ispra.