corriere.it, 27 marzo 2025
La rivincita dei carnivori con la destra americana a caccia di testosterone (e scompaiono anche i sensi di colpa)
Un tempo il simbolo del maschio forzuto era Braccio di Ferro, che mangiava scatolette di spinaci a raffica, con il ferro che gli gonfiava i bicipiti, mentre il maschio bolso e sovrappeso, Poldo, si ingozzava di hamburger, tanto da diventare il simbolo di una catena di fast food (Wimpy). Negli ultimi anni la retorica del maschio forzuto sembrava essersi appannata, insieme al consumo di carne. Ma eccoci ancora qui. Decenni di allarmi sui danni della carne, e degli allevamenti intensivi, campagne su campagne per nobilitare gli erbivori e promuovere i cibi vegetali, sembrano già dimenticati. Make America healthy Again è miseramente fallita. E sì, c’entrano anche loro – sembra che non si possa più fare a meno di citarli – Donald Trump e Elon Musk.
Vegani e tacchini
I dati sono chiari: in dieci anni, dal 2014 al 2024, il consumo annuale pro capite di carne è aumentato di quasi 28 libbre, l’equivalente di circa 100 petti di pollo a testa. Quello che è venuto meno, e la disinvoltura etica dei Maga ha dato una grossa mano, è il senso di colpa. Che male c’è a mangiare tanta carne? Molto male, come abbiamo detto, ma sembra che non importi più a nessuno. Quelli che ancora si dichiarano vegani o vegetariani, dice una ricerca citata da The Atlantic, in realtà non disdegnano di mangiare prosciutti e tacchini, all’occorrenza. C’è stato un disaccoppiamento, non tra Russia e Cina, ma tra la percezione di sé e la realtà.
Carnivori contro «soy boy»
Perché sta succedendo? C’entra l’ossessione per le diete, che di recente ha messo sul trono le proteine. Lo snack più venduto a livello nazionale sono bastoncini di carne essiccata, gli Slim Jim. McDonald’s e Carl’s Jr che avevano introdotto menu a base di vegetale, alternativi alla carne, li hanno dismessi (un po’ come i Dei, le politiche del personale antidiscriminatorie). Ma c’è poi, soprattutto la questione politica, come scrive Yasmin Tayag su The Atlantic: «L’abbraccio della carne non riguarda solo il cibo, ma anche ciò che la carne rappresenta: tradizione, forza, predominio, muscoli, valori sostenuti dalla destra. C’è una ragione per cui «soy boy» è un comune dispregiativo per descrivere i liberal non sufficientemente mascolini. I conservatori hanno cercato a lungo di trasformare la carne in un fronte nelle guerre culturali, suggerendo persino che i democratici «vogliono portarvi via gli hamburger». L’anno scorso, il governatore della Florida Ron DeSantis ha emesso un divieto preventivo sulla vendita di carne coltivata in laboratorio nel suo Stato, descrivendolo come parte del «piano dell’élite globale per costringere il mondo a mangiare carne coltivata in una capsula di insetti».
Maschilismo e alimentazione
E qui si potrebbe fare una digressione/comparazione con i sovranisti nostrani che odiano quella che chiamano carne artificiale (ma è coltivata), mentre non fanno un plissé sugli allevamenti intensivi, nei quali giacciono animali morti e pieni di malattie. E un parallelo ci sta anche con il richiamo alla tradizione, che propugnano sia la destra americana sia quella italiana. Il New Yorker parla della «rivincita della steakhouse americana» che «per alcuni rispristina il giusto ordine». La tradizione è quella, almeno quella inventata, come tutte le tradizioni. Inutile aggiungere che gli uomini erano cacciatori in origine e oggi mangiano più carne delle donne. Le statistiche dimostrano che gli uomini più attaccati alla tradizione (eufemismo per maschilisti) mangiano più carne di tutti.
Testicoli di manzo crudi
Helen Rosner, sul New Yorker, non pare stupita dal ritorno della steakhouse: «Mi sembra che ci sia coerenza tra quello che succede. L’ascesa delle mogli tradizionali, la fine del vaccino antinfluenzale, il lusso silenzioso, il ritorno della poliomielite, il ritorno di Donald Trump e del suo gusto, tra le altre cose dubbie, per la carne ben cotta».
L’hamburger è popolarissimo tra i fan di Trump e tra gli influencer che lo usano per contestare la «falsa mascolinità della sinistra» e per invitare a mangiare testicoli di manzo crudi per aumentare il testosterone. Il noto anchorman Maga Tucker Carlson preferisce interiora di animale e uova crude. Il podcaster di destra Joe Rogan già che c’è nega, o ridimensiona, l’allarme sul clima degli allevamenti intensivi e Elon Musk gli dà ragione: «Puoi mangiare tutta la carne che vuoi». Eat, baby, eat. Il ministro della Salute Robert F. Kennedy Jr., intanto, invita tutti (seguito da diverse catene di fast food) a sostituire l’olio di semi (accusato falsamente di causare malattie) con il sego di manzo.
Restaurazione
Insomma, testi come «Il dilemma dell’onnivoro» di Michael Pollan o «Se niente importa» di Jonathan Safran Foer e documentari come «Food Inc.» sono sostanzialmente dimenticati. Gli americani, tutti assieme appassionatamente, hanno ricominciato a mangiare carne, senza troppi sensi di colpa. In linea con il grande perdono collettivo impartito dai nuovi sacerdoti del potere, che invitano a fregarsene del clima, delle pandemie, del benessere animale e dello stato del pianeta. In definitiva, degli altri. Come ha scritto il filosofo Peter Singer: «La maggior parte delle persone continuerà tranquillamente a fare qualcosa che ritiene sbagliato, finché ha molta compagnia».