corriere.it, 27 marzo 2025
Firenze, Giani cambia strada al tunnel sotto l’Arno: «Non più un passaggio turistico ma un progetto di riscoperta»
Non più un tunnel pronto a dirottare orde di turisti del centro storico di Firenze verso San Niccolò e l’Oltrarno, ma una «suggestiva tappa interna di un progetto culturale» che dovrebbe avere il suo cuore nell’ex fabbrica dell’acqua in Oltrarno, a due passi dal torrino, «dove faremo un museo dell’acqua».
Ad annunciare la correzione di rotta del progetto del tunnel sotto l’Arno (che da subito aveva preoccupato i residenti) chesi era anche scontrato con dei limiti tecnici – le gallerie parallele hanno un diametro di tre metri e sono compatibili con il passaggio di massimo una persona per volta – è il governatore della Toscana Eugenio Giani, che proprio due estati fa lanciò l’idea: «Ne faremo un progetto votato all’esperienza culturale e alla riscoperta dei luoghi e dell’identità fiorentina e non più un passaggio in funzione turistica», ha detto al Tirreno.
Palazzo Vecchio sembra in sintonia, come dimostra l’approvazione in commissione (coi voti di Pd, Avs-Ecolò, Iv e FdI) della mozione che impegna la sindaca e la giunta «a considerare il progetto del tunnel all’interno di una visione unitaria per la valorizzazione dell’Arno». Nella mozione si indica anche la necessità di «organizzare incontri pubblici per mettere a conoscenza la cittadinanza del progetto, monitorare l’impatto che esso potrebbe avere sulla vivibilità di san Niccolò per il sovraffollamento turistico e prevedere un coinvolgimento diretto del presidente del Q1 nei tavoli di lavoro con gli enti preposti alla realizzazione».
Nessun riferimento però alla proposta del museo, sottolinea il consigliere di Spc, Dimitrij Palagi, «di cui non c’è neanche traccia nel Documento unico di programmazione (Dup) o nelle linee programmatiche della sindaca: Palazzo Vecchio era informato?». Insomma, attacca Palagi, «non può decidere uno, sono soldi pubblici e Firenze appartiene a chi l’ha vissuta, la vive e la vivrà».
Firenze, Giani cambia strada al tunnel sotto l’Arno: «Non più un passaggio turistico ma un progetto di riscoperta»
La storia
Il passaggio sotto l’Arno, lungo oltre 250 metri e posto cinque metri sotto il livello del fiume, nacque forse nel 1500, collegando i grandi locali sotterranei della Torre della Zecca dove veniva coniato il Fiorino sfruttando la forza dell’acqua con la riva opposta dell’Arno, nei pressi della porta-torre di San Niccolò, l’unica rimasta della sua altezza originaria.
Realizzato in mattoni, abbastanza ampio per farci passare un paio di persone, il tunnel fu certamente usato nell’Ottocento come passaggio per ispezionare le tubature della “Fabbrica dell’Acqua”, come i fiorentini chiamarono il primo acquedotto realizzato a San Niccolò.
Anche se fu abbandonato all’inizio del Novecento, quando entrò in funzione l’impianto dell’acquedotto, era ancora percorribile prima della seconda guerra mondiale e fu usato dai partigiani per muoversi in sicurezza, mentre negli anni ’50 nei sotterranei della Torre su ospitato un circolo del Pci, con tanto di bancone da bar che ancora esiste.
Nel 1956 il tunnel fu chiuso per motivi di sicurezza e da allora non c’è stata più nessuna manutenzione e le acque lo hanno invaso.