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 2025  marzo 27 Giovedì calendario

Guerra, ritocchini e zecche: la super-polizza degli eletti

Per fortuna non potranno essere bersagliati sui social dove i commenti sono stati messi sotto chiave: in Veneto è scattato un provvidenziale cordone di sicurezza attorno ai consiglieri regionali che da tempo sono inseguiti sulle pagine istituzionali da offese e volgarità. E chissà se c’entra solo il clima da campagna elettorale o anche i maldipancia per i loro stipendi e vitalizi da urlo e gli altri benefit per gli eletti che fanno scattare la vena al popolo del web. Come la polizza infortuni che vale tanto se sono in servizio a Palazzo ma anche se sono al mare, in campagna o sulle vette. E per ogni tipo di accidente scaricato in larga parte sul groppone dei contribuenti. Basta dare una sbirciatina al servizio appena messo a gara a copertura dei rischi con premi da corrispondere alla compagnia assicurativa per il 60% a carico del Consiglio regionale e la quota residua a carico dei singoli Consiglieri.
Ma il bello sta nell’oggetto della polizza che copre gli infortuni che i consiglieri regionali possono subire “sia per cause connesse all’esercizio delle loro funzioni sia per ogni altra causa” e non necessariamente legata alla funzione. L’elenco dei rischi in garanzia per Zaia&C. è lunghissimo: avvelenamenti e intossicazioni, contatto con corrosivi, morsicature di ogni genere come punture di insetti o ragni ma anche irritazioni da contatto con vegetali nonché le infezioni (comprese il tetano) e le alterazioni patologiche (ma con eccezione della malaria). E ancora: asfissia, soffocamento da ingestione di liquidi e solidi e di ogni altro corpo estraneo ma anche annegamento, assideramento o congelamento. Nella lista ci sono anche fulmini, colpi di sole, di calore o di freddo, lesioni da sforzi muscolari, strappi e ernie comprese. I consiglieri regionali sono garantiti pure per gli infortuni derivanti dalle aggressioni, da tumulti popolari, atti di terrorismo, vandalismi, attentati, sequestri, rapine, azioni di dirottamento o di pirateria ma è compresa anche la copertura per i danni subiti per una guerra o un’invasione che li sorprendesse mentre sono all’estero. Va senza dire che saranno assicurati anche in caso di danni da terremoti, alluvioni, eruzioni vulcaniche, inondazioni, frane, smottamenti, valanghe e slavine.
Per non farsi mancare nulla, tra i danni indennizzabili ci sono pure gli “infortuni da abuso di alcolici” nonché quelli derivanti “dall’uso o dalla guida di cicli e motocicli, trattori e macchine agricole semoventi, veicoli a motore e natanti”. Tutto questo lungo elenco di sciagure e altri incidenti vari dà diritto ai consiglieri della regione Veneto di chiedere il rimborso delle spese sanitarie per i ricoveri in istituti di cura pubblici o privati, per gli interventi chirurgici anche ambulatoriali, per le visite specialistiche, gli accertamenti diagnostici, le terapie fisiche, le cure termali ma anche gessature, bendaggi, protesi e tutori, corsetti ortopedici per artrosi e scoliosi. E pure di chiedere il pagamento della diaria nel caso di inabilità temporanea “dell’assicurato ad attendere le sue occupazioni professionali o abituali”. Che più? C’è la copertura del rischio aeronautico in caso di viaggi, un rimborso da 2.500 euro per ogni intervento estetico e pure, facendo gli scongiuri, il diritto alla rifusione delle spese per il rimpatrio della salma. Insomma una garanzia all risk comprensiva di assicurazione vita, invalidità e infortunio. A cui i vertici del consiglio della regione Veneto hanno aggiunto anche la polizza “social” che invece fa salva solo la faccia. Che prevede? La disattivazione dei commenti degli utenti che evidentemente sono fuori controllo. Facebook, X, Instagram e tutti gli altri principali social network per quanto strategici nell’ottica della comunicazione pubblica, sono a quanto pare diventati oggetti contundenti. “Ogni contenuto veicolato tramite i social istituzionali è aperto ai commenti dei cittadini per garantire la più ampia partecipazione all’attività legislativa e istituzionale purché rispettino i dettami della netiquette dell’ente” si legge nella social media policy della Regione che però è dovuta correre ai ripari con una misura estrema. “Va però rilevato che da diverso tempo vi sono dei commenti rivolti ai comunicati dei consiglieri regionali con contenuti offensivi e volgari che non solo offendono le loro persone, ma anche l’Istituzione”. Pertanto è stata decisa la stretta: basta commenti degli utenti per un mese. Poi si vedrà.