Avvenire, 27 marzo 2025
Soccorso alpino: nel ‘24 più di un morto al giorno
Nel 2024 più di una persona al giorno è morta in montagna. Il bilancio 2024 del Soccorso alpino si è chiuso, infatti, con 466 persone decedute e 1.431 feriti gravi. Altre 5.288 persone soccorse hanno riportato ferite lievi, mentre 299 sono state ferite con compromissione delle funzioni vitali. Infine, 4.187 sono stati gli illesi e 118 i dispersi. L’anno scorso, il Cnsas -forte dei propri settemila operatori altamente specializzati – ha effettuato, complessivamente, 12.063 missioni, portando assistenza a 11.789 persone. Il 43,2% degli interventi è stato provocato da caduta o scivolata e il 12,7% da malore. Ma c’è anche un 26,5% causato da «incapacità durante l’attività svolta». Tra le attività che maggiormente causano incidenti, la principale è, ancora una volta l’escursionismo, con il 44,3% dei casi. A seguire troviamo lo sci alpino e nordico (14%), la mountain bike (6,8%), l’alpinismo (5,9%), la ricerca dei funghi (3,4%), le attività lavorative (2,6%) e le attività su ferrate e falesie (3,6%). Completano il quadro, con numeri inferiori, interventi durante le attività venatorie, gli sport dell’aria e la speleologia. È soprattutto l’estate, quando il turismo prende d’assalto le montagne, la stagione di super-lavoro per i 7mila tecnici del Soccorso alpino italiano. Nel solo mese di agosto si concentra il 18% degli interventi di tutto l’anno. «Questi dati evidenziano quanto sia necessaria una costante attività di prevenzione, sensibilizzazione e formazione per ridurre i rischi e limitare gli incidenti», è il commento del Soccorso alpino.