Avvenire, 27 marzo 2025
In affitto per scelta nonostante i costi
Sempre più italiani preferiscono affittare una casa, piuttosto che acquistarla, ma l’offerta resta insufficiente, con la durata media della permanenza leggermente aumentata. Sono questi i dati più evidenti del 16esimo Rapporto sul mercato delle locazioni in Italia 2024, presentato ieri a Roma e curato da SoloAffitti, il primo gruppo italiano per la gestione della rendita immobiliare. Tante le voci intervenute all’incontro, con varie proposte per aumentare la flessibilità nei tempi di locazione e l’offerta di immobili sul mercato degli affitti: Silvia Spronelli, fondatrice e Ceo di SoloAffitti, Gian Battista Baccarini, presidente Fiaip, la deputata Alice Buonguerrieri, la senatrice Tilde Minasi, il sociologo Mario Abis.
Un altro dato emerge: per i giovani, possedere una casa non è più considerato un valore fondamentale. La propensione all’acquisto sta lasciando spazio a scelte più dinamiche, proprio come l’affitto, che oggi riguarda il 30% delle famiglie italiane, rispetto al 20% di 10 anni fa. Il mercato, insomma, è in forte trasformazione, con una domanda di affitti che cresce rapidamente. L’offerta, come detto, non soddisfa la richiesta, e questo ha determinato un aumento dei canoni di locazione del 4% rispetto al 2023, addirittura del 20% da quando è finita la pandemia. La maggior parte (44,3%) prende in affitto un immobile come abitazione principale, il 31,3% per motivi di lavoro e il 21,2% per studio; il 37,6% è single, mentre il 24,1% è composto da coppie senza figli. Il 43,8% degli inquilini che ha preso in locazione un immobile come abitazione principale ha dichiarato di vivere in affitto per scelta. Un capitolo a parte è quello dei canoni, in aumento soprattutto nelle grandi città, come Roma (+ 13%). Milano fa segnare invece un calo (-4%) ma resta la città con gli affitti più salati. Si intravedono i primi effetti del nuovo accordo territoriale per i contratti a canone concordato, che sta contribuendo a calmierare i prezzi, anche se molti proprietari scelgono di non affittare o di optare per gli affitti brevi per un motivo su tutti: l’incertezza. «L’indagine mostra come sia necessario un intervento sulla normativa delle locazioni, che garantisca maggiore flessibilità e tutele sia per i proprietari che per gli inquilini – spiega Silvia Spronelli -Solo attraverso riforme mirate e strumenti di tutela adeguati sarà possibile rendere il mercato più dinamico, ridurre lo squilibrio tra domanda e offerta e favorire soluzioni abitative più flessibili per inquilini e proprietari».