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 2025  marzo 26 Mercoledì calendario

Pirelli, nuovo scontro con i soci cinesi: «A rischio il mercato Usa». Pneumatico intelligente Cyber tyre già al bando negli Usa

Pirelli prende le distanze da Sinochem, il socio cinese, per evitare le ritorsioni di Trump contro Pechino. Fino a martedì sera i legali hanno trattato per arrivare a una soluzione concordata, che, salvo colpi di scena dell’ultima ora, non è stata trovata. Il tema oggi arriverà sul tavolo del board, che andrà alla conta con una spaccatura tra il management e i rappresentanti cinesi sulle possibili soluzioni da adottare per la questione Usa e non solo.
Da mesi il gruppo della Bicocca ha messo al lavoro i consulenti per trovare la modalità di far scendere i soci cinesi nell’azionariato. Già oggi la presenza con il 37% di Sinochem – controllata dal governo di Pechino – nella Bicocca, sta creando una serie di asimmetrie commerciali negli Usa, dove la scorsa settimana è entrata in vigore la norma sui «connected vehicles» che vieta la vendita di hardware e software provenienti da società cinesi, tra cui il Cyber tyre di Pirelli. È stata messa al bando la tecnologia utilizzata da Pirelli per lo pneumatico “intelligente” che dialoga con le centraline dell’auto elaborando i dati trasmessi dalle gomme. L’algoritmo e la tecnologia sono made in Italy, ma per gli Usa l’azienda che le ha messe a punto è controllata dalla Cina. Il problema, oltre a Pirelli, coinvolge anche le centraline su cui è installato l’algoritmo. La norma rischia di compromettere i piani di sviluppo dell’azienda negli Usa, che vale il 40% delle vendite degi pneumatici high-value.
Le quote
In passato sono state discusse diverse soluzioni: dalla possibilità di ritirare Pirelli dal listino con un’Opa per poi far uscire i cinesi con una successiva quotazione, alla vendita di una parte delle azioni di Sinochem a Camfin e a fondi long term. Marco Tronchetti Provera è anche volato a Hong Kong per cercare di sbloccare la situazione. Ma al momento tutto resta com’è e oggi il tema arriverà sul tavolo del board, chiamato a valutare gli impatti delle politiche di Trump sulle attività (gli Usa rappresentano il 40% dei ricavi nel segmento Hi-value), le possibili soluzioni e la posizione del socio cinese.
Andrà innanzitutto chiarito se Sinochem controlla ancora Pirelli. È un’informazione cruciale ai fini dell’approvazione del bilancio. Dopo il dispositivo del golden power, con il quale il governo l’anno scorso ha ridimensionato i poteri di governance dei rappresentanti cinesi nel board proprio a tutela della tecnologia oggi al centro del veto Usa, la Consob ha chiesto a Pirelli di stabilire se c’è il controllo. Secondo il collegio sindacale e il management sarebbe da ritenere decaduto per effetto del golden power, che ha sottratto a Crnc potere di influenza sulla gestione operativa dell’azienda. Inoltre con il 37% non controlla l’assemblea. Se oggi in consiglio non sarà trovata una quadra, il bilancio rischia di essere bocciato (i consiglieri cinesi sono 6 su 15). La probabilità c’è.
Il caso Camfin
Sinochem non sembra infatti diposta a mollare la presa e ha sollevato un problema analogo a quello evidenziato dal management Pirelli, puntando il dito contro i potenziali rischi negli Usa dovuti alla presenza in Camfin (la cassaforte di Tronchetti che controlla il 26,4% di Pirelli) della cinese Niu. In sostanza ha ribaltato il problema, chiedendo chiarimenti. Niu è controllata direttamente dal fondatore Mr. Niu, Sinochem è invece di proprietà del governo di Pechino. Inoltre esistono accordi parasociali che assegnano alla Mtp di Tronchetti i diritti di voto sull’intera quota di Niu in Pirelli e la prelazione in caso di vendita.
In Borsa
Il problema con Sinochem non sarebbe oggetto di discussione solo tra i legali. Ci sarebbero interlocuzioni a vari livelli, anche istituzionale. È ancora pendente la decisione del comitato Golden power di sul provvedimento avviato per accertare possibili violazioni del dispositivo emanato lo scorso anno da Palazzo Chigi a carico di alcuni consiglieri di Sinochem, per il doppio ruolo di manager della società cinese e consiglieri di Pirelli. Intanto in Borsa i titoli della Bicocca continuano a soffrire l’effetto Usa: ieri hanno lasciato sul terreno un altro 2,5%.