corriere.it, 26 marzo 2025
Il caso dell’Università del Sussex multata per non aver difeso la libertà di parola di una docente femminista
È un caso che farà scuola nella battaglia per la libertà di parola: l’ente di sorveglianza del settore educativo britannico, l’OfS (Office for Students) ha comminato una multa di 585mila sterline (equivalente a 700mila euro) all’Università del Sussex per non aver difeso a sufficienza la libertà di parola.
L’ateneo è stato l’epicentro del caso di Kathleen Stock, la docente di filosofia femminista e lesbica vittima di una campagna di minacce e intimidazioni da parte degli attivisti pro-trans per aver sostenuto che il sesso biologico conta più dell’identità di genere. La prof era stata costretta ad assumere guardie del corpo dopo che all’università erano state inscenate marce e manifestazioni contro di lei e alla fine si era dimessa.
Ora l’università è stata condannata a una multa record a causa della sua policy che richiede di «rappresentare positivamente i trans» e secondo cui «la propaganda transfobica non sarà tollerata»: tutte cose che, secondo l’organismo di regolamentazione, possono condurre all’autocensura da parte di docenti e studenti.
Il governo si è schierato risolutamente dalla parte del regolatore: la libertà di parola e la libertà accademica sono «non negoziabili», ha detto la ministra per l’Educazione Bridget Phillipson, che ha aggiunto di essere «stata chiara che laddove quei principi non sono difesi, azioni robuste devono essere intraprese. Se vai all’università, devi essere preparato a veder sfidati i tuoi punti di vista, ad ascoltare opinioni contrarie e ad essere esposto a verità scomode. Stiamo dando allo OfS poteri più forti sulla libertà di parola in modo che studenti e accademici non siano imbavagliati dall’effetto raggelante dimostrato in questo caso».
L’Università del Sussex ha, però, annunciato che farà appello contro la decisione, che ha bollato come una «definizione irragionevolmente assolutista della libertà di parola» che rende le istituzioni accademiche «impotenti a prevenire un linguaggio abusivo, bullizzante e molesto». Secondo l’ateneo, l’OfS ha condotto contro di loro «una campagna vendicativa e irragionevole».
Nel mondo anglo-sassone gli attivisti pro-trans hanno cercato a lungo di silenziare i critici dell’ideologia gender: un esempio è la delegittimazione condotta contro J.K. Rowling, l’autrice di Harry Potter, che ha ricevuto minacce di morte e ha visto il proprio indirizzo privato pubblicato sui social. Il vento però sta cambiando: l’anno scorso in Gran Bretagna il Rapporto Cass ha smontato la pseudo-scienza che stava alla base della somministrazione di inibitori della pubertà ai minori e il governo ne ha vietato l’uso da parte del servizio sanitario.
Dall’altro lato dell’Atlantico, l’Amministrazione Trump ha deciso di impedire la partecipazione dei maschi biologici (trans) agli sport femminili. E ora diventa più difficile «cancellare» chi pensa che il sesso sia una realtà ineludibile.