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 2025  marzo 26 Mercoledì calendario

Project Esther, il manuale dell’ultradestra religiosa che Trump segue per piegare le università

 La repressione della protesta palestinese e l’arresto dei leader degli studenti, come quello della Columbia, usando leggi antiterrorismo, era uno dei punti contenuti in un manuale poco conosciuto, ma scritto da coloro che hanno redatto il controverso Project 2025, la guida alla svolta autoritaria prima negata e poi seguita fedelmente da Donald Trump. Il piano si chiama “Project Esther” ed è basato su mesi di confronti tra i leader del Partito repubblicano per indicare una via alla repressione.
In quel manuale, secondo Axios, ci sono gli elementi messi poi in pratica con l’arresto di Mahmoud Khalil, algerino, in possesso di carta verde cioè il permesso di residenza permanente, neolaureato alla Columbia e accusato di avere legami con Hamas. E uno degli strumenti per silenziare il movimento pro-palestinese è anche quello di congelare i fondi alle università che non avevano silenziato le manifestazioni antisemite.
La strategia punta a un passaggio decisivo e finale: ottenere dalla Corte Suprema il riconoscimento dei pieni poteri del presidente per avviare la deportazioni senza più incontrare ostacoli nella legge. Project Esther era stato svelato quasi timidamente poco prima delle elezioni presidenziali, in coincidenza con il primo anniversario del massacro di oltre 1200 israeliani da parte di Hamas, avvenuto il 7 ottobre 2023. Nessuno aveva dato molto risalto. Adesso è diventato attuale.
Il piano era stato realizzato da Heritage Foundation, lo stesso gruppo ultraconservatore che ha scritto “Project 2025”. L’obiettivo era colpire l’antisemitismo, ma solo uno: quello espresso dai movimenti di sinistra. Dell’antisemitismo di destra non c’è traccia. Seguendo le linee guida di “Project 2025”, questo piano invoca i pieni poteri dell’esecutivo ma, in questo caso, attuati nei college e nelle università americane. Allo stesso tempo promuove uno Stato religioso, cristiano nazionalista.
Nel documento si sostiene che gli Stati Uniti stiano sperimentando un “virulento movimento pro-palestinese, anti-americano, anti-Israele e anti-Sionista” e che sostiene Hamas. Questa catena, secondo gli autori, giustifica l’uso di ogni mezzo. Ci sono stati molti episodi di antisemitismo durante le proteste studentesche ma molti di quei manifestanti, incluso Khalil, hanno sempre sostenuto di aver difeso i palestinesi ma non incoraggiato il terrorismo. Alle occupazioni e ai cortei hanno partecipato anche studenti ebrei. Il piano sostiene la necessità di licenziare dai college i docenti pro-Gaza e usare ogni mezzo per spazzare via i gruppi di inclinazione progressista.
Un professore di Georgetown University, l’indiano Badar Khan Suri, è stato arrestato per le sue posizioni pro-Gaza. Si parla di “purga della propaganda” in cui vengono citati anche i rappresentanti del Congresso ritenuti sostenitori di Hamas, i movimenti studenteschi e la possibilità di deportare, in nome dell’antisemitismo, persone anche se in possesso della carta verde. Ma questo piano non ha conquistato tutti gli ebrei. “Non vogliamo – hanno dichiarato i membri dell’organizzazione Jewish Voice for Peace – e non accetteremo che un “progetto” cristiano di destra ci rappresenti. Come ebrei, ci difendiamo da soli”.