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 2025  marzo 26 Mercoledì calendario

Liù Bosisio:"Fantozzi non fa ridere quello di ieri era timido oggi usa il coltello"

«Vorrei fare umilmente osservare che non ho più notizie di mio marito da 18 giorni. Mi permetto di cominciare a stare rispettosamente in pensiero». Con questa telefonata alla «Megaditta» da parte della signora Pina, moglie del ragionier Ugo, iniziava Fantozzi di Luciano Salce. Era il 27 marzo 1975 e la pellicola usciva nei cinema italiani. A dare il volto al personaggio della remissiva e dimessa consorte dello sfortunato impiegato l’attrice e doppiatrice Liù Bosisio. A cinquant’anni di distanza oggi Bosisio, che di anni ne ha 89, fa la scrittrice. Ultimo libro pubblicato La signora della casa rossa (ed. Bertoni)
Sono passati cinquant’anni. Fantozzi la fa ridere?
«Assolutamente no».

Come no?
«Fantozzi non fa ridere. Posso ridere quando urla nella foresta dopo che prende la martellata sulla mano, ma in realtà è un personaggio tragico. Io non capisco perché si rida tanto. Per me i Fantozzi sono una serie amara. È un quadro impietoso di una certa società di quel tempo».
Eppure continua ad avere successo e a far ridere. Perché?
«Forse perché è ancora attuale. Il pubblico ride perché pensa che Fantozzi sia il suo vicino di pianerottolo senza capire che può esserlo anche lui che lo sta guardando».
Ci sono ancora tanti Fantozzi in giro?
«Tantissimi. Solo che il Fantozzi di allora era un perdente e un timido. Quello di oggi usa il coltello.
Se lo urti è aggressivo e arrogante».
A cosa si è ispirata invece il personaggio della Pina?
«Mi è bastato guardarmi in giro. Sapere com’era la condizione femminile a quell’epoca e come è ancora oggi tutto sommato. Tutti noi conosciamo qualche Pina».
Dunque oltre ai Fantozzi ci sono ancora delle “Pine”?
«Sì, pensiamo alle periferie delle grandi città o ai piccoli paesi. Non ci sarebbero tanti femminicidi. Le donne si ribellano e vengono ammazzate».
Le donne vengono uccise perché rifiutano di essere delle “Pine”?
«In un certo senso sì».

Come andò sul set?
«Feci la mia proposta di interpretazione. I primi giorni di riprese Salce e Villaggio mi dicevano che ero brava. Il quinto giorno Villaggio venne da me e mi disse: “Come stai recitando la tua Pina fai apparire Ugo uno stronzo”. E io gli risposi: “Perché, l’uomo medio Italiano non è forse uno stronzo?"».
E lui cosa rispose?
«Che avevo ragione. Quando vengono a dirmi che li ho fatti ridere quasi mi offendo perché Pina era buffa suo malgrado».
Pina è tragica ma anche dolce.
«Pina non è stupida. È cosciente dei difetti e della pochezza di suo marito, ma lo ama lo stesso e lo difende. Questa è la sua grandezza. Pochi hanno capito la profondità, la dolcezza e l’intelligenza della Pina. Lei capisce tutto e sa tutto».
Lei però dopo il secondo film di Fantozzi decise di svestire i panni di Pina. Perché?
«Perché in Italia ti mettono il cappello in testa. Diventi quel personaggio. Io volevo fare il teatro che per me come caratterista era un festival di colori. Una volta ero un folletto, una volta una regina. Nel cinema rimani quello».
Però continua in qualche modo a essere ingombrante?
«Eh sì, mi sento ancora chiamare Pina per la strada...»
Ci sono delle scene dei due film a cui è più affezionata?
«Penso alla vestizione di lui la mattina prima dell’"autobus al volo”. È stato straordinario come improvvisando avevamo i tempi giusti uno con l’altro. Perfettamente in sincrono: oop... oop... oop. Buona la prima. Così come ci avete visti. Mi è piaciuto molto».
E la sua acconciatura nella mitica festa di Capodanno? Di chi fu l’idea?
«Non ricordo. Era una parrucca. Me l’han messa e ho recitato».
Come erano i rapporti sul set con gli altri attori?
«Non avevo molti rapporti. Io stavo per conto mio».
E Villaggio come era sul set?
«Molto bravo nel suo personaggio. Glielo dissi, che era bravo, e gli chiesi perché non interpretava altro».
E cosa disse?
«Mi disse per i soldi.
Poi però ha recitato con Fellini e Olmi».
Lei è anche doppiatrice. È stata per anni la voce di Marge Simpson. Sempre una moglie, ma diversa da Pina.
«Certo. Marge è molto più moderna ed emancipata e non si arrende. L’ho fatta per 22 anni poi ho staccato».
Ma alla fine la Corazzata Potemkin l’ha vista?
«Sì sì, l’ho vista».
Ed è una cagata pazzesca?
«A me piacque. E poi nel film ho fatto anche l’occhio della madre (ride)».
Come andò?
«Semplice. Ero sulla scalinata. Fecero il primo piano. Salce mi disse di fare l’occhio della madre e lo feci».