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 2025  marzo 26 Mercoledì calendario

Il libro di Putin presentato in una biblioteca comunale di La Spezia, la propaganda russa trionfa

La storia ha dell’incredibile: sabato 29 marzo a La Spezia, in una biblioteca comunale, si presenta quello che viene definito (nella locandina) “il libro di Putin”, in realtà un famigerato discorso di propaganda imperialista del presidente russo mascherato da lunga ricostruzione storica su “Le vere cause del conflitto russo-ucraino”, a cura di due associazioni molto note nella sfera della propaganda russa in Italia, Russkaya Idea e Vento dell’Est.
Il sindaco, Pierluigi Peracchini – di fronte a diverse proteste che sono ancora in corso, e probabilmente arriveranno anche in parlamento – ha spiegato così la decisione di concedere la biblioteca comunale: «Le presentazioni di libri rientrano tra le attività per le quali la sala viene regolarmente concessa. La decisione di concedere la sala per l’evento è stata presa in base a criteri oggettivi e nel pieno rispetto delle normative vigenti. L’amministrazione comunale non intende in alcun modo favorire posizioni politiche o ideologie specifiche, bensì garantire uno spazio di confronto e discussione aperto e democratico». Peracchini è stato rieletto sindaco a la Spezia nel 2022 sostenuto da due liste civiche, da Toti per Spezia, Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e UDC. Dal 2024 è anche il presidente dell’Anci Liguria.
Un gruppo di attivisti, sia italiani sia ucraini, hanno scritto al sindaco, ma al momento la manifestazione risulta confermata. Dovrebbero essere presenti Francesco Toscano, direttore di Visione TV (in passato cofondatore con Diego Fusaro di Vox Italia), Bruno Scapini, per anni ambasciatore italiano in Armenia, Lorenzo Berti, presidente dell’associazione Vento dell’Est, Angelo Sinisi, presidente dell’associazione Russkaya Idea.
La storia è arrivata anche a Federica Onori e Giulia Pastorella, due deputate di Azione, che si rivolgono al sindaco Peracchini: «Ci chiediamo se l’amministrazione comunale e lo stesso sindaco siano pienamente consapevoli della portata e del significato di questa iniziativa, se sarà previsto un minimo di contraddittorio e se saranno presenti voci ucraine. O, viceversa, se sarà l’ennesimo evento di propaganda del Cremlino che, spesso anche grazie all’Intercessione di associazioni para-culturali, viene ospitato in spazi pubblici del nostro paese, a spese dei contribuenti».
Ma di che testo di Putin stiamo parlando? Come spiega Nigel Gould Davies, senior fellow for Russia and Eurasia dell’IISS, «I leader occidentali non possono dare per scontato che Putin valuti i rischi come farebbero loro. Il suo recente saggio “Sull’unità storica tra russi e ucraini” indica ambizioni che vanno oltre le questioni affrontate negli accordi di Minsk». Secondo Gould-Davies «ci sono pochi segnali che la Russia cerchi la relazione “stabile e prevedibile” che gli Stati Uniti sperano. Al contrario, un mix volatile di revanscismo, insicurezza, irrazionalità e forza militare sta alimentando tensione e turbolenza nella regione».
Putin nel suo discorso – che fu pubblicato sul sito del Cremlino nel 2021 – sosteneva: «Sono convinto che la vera sovranità dell’Ucraina sia possibile solo in collaborazione con la Russia». Putin in questa rielaborazione sostiene cose false, come per esempio che gli ucraini siano in sostanza russi. Il che stride con la storia reale: l’Ucraina è stata sì controllata dalla Russia in alcune fasi storiche, ma ha una storia propria sovrana che risale al IX secolo, e è un paese indipendente dal 1991. Nel testo Putin dice anche enormità, paragonando nei fatti le politiche ucraine all’uso di armi di distruzione di massa contro la Russia: «Non sarebbe esagerato affermare che la direzione intrapresa dall’Ucraina verso l’assimilazione violenta, la formazione di uno stato ucraino etnicamente puro, aggressivo nei confronti della Russia, è paragonabile nelle sue conseguenze all’uso di armi di distruzione di massa contro di noi». Asserzioni che ovviamente non troverebbero spazio in nessuna discussione storiografica o di scienze politiche seria. Ovunque essa possa tenersi.
Anne Applebaum spiegò (nel 2021) che quelle argomentazioni di Putin non sono storia, ma «essenzialmente una chiamata alle armi, che getta le basi per l’invasione russa dell’Ucraina». Putin sostiene che la storia ucraina è un errore, che l’Ucraina non è una nazione separata, e di conseguenza a suo dire bisognerebbe riportare la Storia indietro di diversi secoli, in un punto peraltro scelto da lui. Il dittatore russo ripete poi praticamente ogni mito imperiale russo e sovietico. L’Università di Harvard e Serhii Plokhii (Plokhy) hanno ampiamente debunkuto la falsa pretesa storiografica che ucraini e russi siano la stessa cosa.
Eppure, a La Spezia di discuterà di questo. Come fosse un libro qualunque, e non il background ideologico mistificatorio di una guerra di aggressione e sterminio. Mentre, nonostante i presunti “cessate il fuoco” di Trump, la Russia bombarda ancora ogni notte i civili in Ucraina.