lastampa.it, 26 marzo 2025
I pipistrelli riconoscono le "vere" richieste d’aiuto dei loro simili
Riconoscono i richiami di aiuto e sono in grado di individuare i membri del gruppo sulla base dei segnali vocali, proprio come accade negli uomini. Ma soprattutto i pipistrelli si mobilitano solo se l’alert è credibile: non lo fanno, per esempio, qualora si accorgano che la voce appartiene a un individuo presente nella colonia. Basta accertarsi che il soggetto stia con loro, in buone condizioni, per riconoscere l’inganno e restare indifferenti. Un team di ricerca internazionale, composto da Mirjam Knörnschild, Martina Nagy e dall’italiano Danilo Russo, tra i massimi esperti di chirotteri in Italia, ha analizzato le proprietà acustiche dei richiami di angoscia di esemplari selvatici di Saccopteryx bilineata, un piccolo pipistrello dalla pelliccia soffice, sull’isola di Barro Colorado, a Panama. “Quando vengono catturati dai predatori, i pipistrelli emettono richiami di angoscia, vocalizzazioni forti e aspre che possono spaventare il predatore inducendolo a rilasciare la preda o allertare i conspecifici sulla situazione di pericolo. – spiega Russo – Spesso, altri pipistrelli si avvicinano a quello che emette richiami di angoscia, probabilmente per valutare la minaccia o fornire aiuto sotto forma di mobbing del predatore”. Così gli scienziati, che hanno riportato l’esito delle ricerche su Current Biology, si sono chiesti se i pipistrelli siano in grado di riconoscere individualmente i membri del gruppo sulla base di segnali vocali: simulando, con esperimenti di playback, l’allarme di un conspecifico in difficoltà immediata, hanno testato la reazione dei pipistrelli a segnali sensoriali contraddittori. Quando la firma vocale era di un membro del gruppo che aveva appena lasciato il rifugio, i pipistrelli reagivano; quando, viceversa, provenivano da un individuo che era ancora presente nel rifugio, venivano completamente ignorati. Quanto basta per dimostrare che i pipistrelli sono in grado di integrare gli input sensoriali e scartare informazioni contraddittorie, tratto tipico delle capacità cognitive avanzate. “Una caratteristica tipica della cognizione avanzata, osservata finora in specie come primati, elefanti e pochi altri mammiferi e individuata per la prima volta nei pipistrelli”, conferma Danilo Russo.