ilmessaggero.it, 26 marzo 2025
Strada chiusa per salvare i rospi, l’ira dei residenti e del ristoratore: «Scelta folle, il danno economico è altissimo»
Sono arrabbiatissimi una ventina di residenti in località Valle (Pordenone) e i gestori delle due attività che si affacciano sulla Pedemontana: il ristorante la Trota blu e un allevamento ittico. Il motivo è lo stesso: i lavori per la creazione di alcuni passaggi sotterranei per i rospi che, migrando da una parte all’altra della strada, finiscono vittime delle automobili. Il cantiere al momento prevede lo spostamento della linea dell’acquedotto ed ha comportato la totale chiusura della strada. «Non si può chiudere una provinciale da qui a giugno – tuona Loris Varnier, marito della titolare del ristorante Manuela Polese –. Abbiamo intrapreso un’azione legale. Per ora richiedendo l’accesso agli atti relativi a questo intervento che sta provocando evidenti danni economici».
Il ristoratore
Il locale è raggiungibile solo dal lato di Caneva, «ma noi intercettiamo il traffico che scende da Barcis e Piancavallo. Chiudere la strada all’inizio della bella stagione e con i ponti in calendario è assurdo». Le ragioni del ristoratore sono chiare, ma lui non è l’unico a lamentarsi. Egidio Santin, ex vice sindaco di Polcenigo, ricorda che «quando ancora esisteva la Provincia di Pordenone, per il tunnel dei rospi avevamo chiesto ventimila euro. L’idea era di creare due passaggi, non i sette di oggi. Sono dell’avviso che quattrocentomila euro sono una spesa eccessiva. Una parte di quella somma si poteva utilizzare creando la rotonda in località Crosera (Caneva) che i residenti chiedono da tempo per mettere in sicurezza una semicurva spesso teatro di incidenti». Del totale, 200 mila euro sono stati finanziati dalla Regione grazie ad una legge che tutela la sicurezza stradale e la convivenza con la biodiversità.
Le famiglie
Chiudere completamente la provinciale sta creando problemi anche ad una decina di famiglie di località Valle. Se ne fa portavoce Daniela Dorigo che lamenta come sia scomparsa la raccolta dei rifiuti a carico di Ambiente Servizi. «Semplicemente ci hanno risposto che non possono passare perché la strada è interrotta. Cosa dovremmo fare noi dell’immondizia, da qui a giugno? Non mi riporterò in casa i sacchetti». Secondo Dorigo, per quella ventina di persone «la posta non arriva ed anche i corrieri hanno difficoltà». Come il ristoratore e l’ex vicesindaco, anche lei lamenta che quei soldi si sarebbero potuti spendere diversamente: «A noi hanno rifiutato i punti luce perché non c’erano fondi, e qui manca anche la fognatura. In questi giorni chi ha figli a scuola o li porta direttamente o li deve accompagnare in auto fino alla fermata del bus. Per gli anziani la situazione è anche peggiore perché mica si possono fare un chilometro a piedi». Daniela e i suoi vicini mal digeriscono anche la richiesta di portare pazienza avanzata dal Municipio. La speranza è in una prossima apertura «a senso unico alternato – come consiglia Varnier – o la libera transitabilità almeno nei fine settimana». Il ristoratore avanza pure qualche dubbio sul reale, futuro utilizzo di quei passaggi da parte degli incolpevoli rospi.