Il Messaggero, 26 marzo 2025
Tajani: «Noi ci difendiamo da soli». Così l’Italia scorta i cargo nel Mar Rosso
Creano sì uno scossone politico a Washington, ma infiammano (ulteriormente) anche i rapporti con l’Europa le frasi delle chat tra i vertici dell’amministrazione Trump e che sono finite nello smartphone di un giornalista. La prima reazione arriva proprio da Roma, dove il ministro degli Esteri, Antonio Tajani fa sapere di non aver gradito per nulla lo scambio di battute contro l’Europa tra il vicepresidente americano Vance e il segretario della Difesa Hegseth: «Non sopporto di dover salvare di nuovo l’Europa». Il riferimento era chiaro, nel momento in cui gli Stati Uniti si apprestavano a sferrare l’ennesimo attacco contro gli Houthi dello Yemen, quelli che da mesi lanciano missili e droni sui mercantili di passaggio nel Maro Rosso. E proprio su questo arriva la risposta del titolare della Farnesina: «Premesso che la parola “odio” non mi piace, non è il mio linguaggio, voglio ricordare a tutti che i nostri mercantili ce li proteggiamo da soli, con la nostra Marina militare che ha abbattuto diversi droni lanciati dagli Houthi contro di noi». Il messaggio di Tajani è chiaro: con l’operazione Aspides l’Italia non solo protegge le proprie navi, ma partecipa attivamente alle missioni in difesa della libertà di navigazione, in collaborazione anche con Stati Uniti e Regno Unito. L’impegno delle fregate col tricolore va avanti da mesi nelle acque dello stretto di Bab el-Mandeb. Missiooni quotidiane per scortare i carichi di passaggio, con qualche momento di tensione, quando il comando italiano ha dovuto anche decidere di far fuoco per intercettare droni quasi arrivati al bersaglio.
L’OPERAZIONE ASPIDES
A rafforzare la posizione italiana è anche il ruolo di comando operativo dell’operazione Aspides, la missione europea di sicurezza marittima lanciata in risposta all’escalation di attacchi scatenata dai ribelli yemeniti. «Noi siamo alla guida della missione Aspides, che è una missione europea, che secondo me è il primo passo per la difesa europea», ha sottolineato il ministro degli Esteri, rivendicando il contributo italiano alla sicurezza collettiva. L’operazione, avviata il 19 febbraio 2024, ha lo scopo di proteggere le navi mercantili da eventuali minacce lungo una delle rotte commerciali più strategiche al mondo. L’operazione coinvolge quattro fregate fornite da Italia, Francia, Grecia e Germania, supportate da un aereo da pattugliamento marittimo, con un contingente di circa 130 ufficiali di stanza in Grecia. Nell’ambito di Aspides, le navi italiane non si limitano a difendere i mercantili europei, ma garantiscono anche la sicurezza delle imbarcazioni statunitensi, dimostrando così l’impegno concreto di Roma nella tutela della stabilità internazionale.
IL BILANCIO
Ad aprile 2024, le quattro fregate hanno scortato 68 navi mercantili, respingendo 11 attacchi e fornendo supporto a numerose imbarcazioni. «Vance è appena arrivato, magari non conosce il pregresso, ma siamo integrati in una serie di operazioni, anche con gli Usa e Gb», ha puntualizzato Tajani, chiarendo che l’Italia non accetta lezioni in materia di difesa. La polemica sollevata dalle parole di Vance e Hegseth si inserisce in un contesto geopolitico delicato, che si intreccia con la crisi in Medio Oriente, e in cui il controllo delle rotte di navigazione nel Mar Rosso assume un’importanza cruciale per gli equilibri economici internazionali. Gli attacchi degli Houthi, che minacciano la libera circolazione del commercio globale, hanno spinto l’Unione Europea a intervenire con l’operazione Aspides, un’iniziativa che conferma la volontà di Bruxelles di rafforzare la propria autonomia strategica.