Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2025  marzo 26 Mercoledì calendario

Simonetta Kalfus, la svolta dopo il caso a Roma: i medici sospesi o radiati non potranno più operare

Il Ministero della Salute prepara la riforma del sistema delle radiazioni o sospensioni dei medici. Con le regole attuali, dopo la decisione sanzionatoria dell’Ordine, il professionista può presentare ricorso davanti una commissione che si chiama Cceps, istituita al Ministero della Salute. Fino a quando non si esprime quella commissione, il medico può continuare a lavorare. Per questo in Italia ci sono centinaia di camici bianchi negli studi o nelle corsie di ospedale in servizio, nonostante la radiazione o la sospensione. Ovviamente all’insaputa dei pazienti. Il dato più certo è quello dei radiati ancora in servizio: sono 64. Il caso è emerso in seguito alla morte di Simonetta Kalfus, che il 6 marzo scorso si era sottoposta a una liposuzione in una clinica privata di Roma. Spiega il presidente dell’Ordine dei medici della Capitale, Antonio Magi: «Su quella vicenda faremo la nostra parte. La commissione ha un’enorme mole di arretrati di ricorsi. I tempi sono molto lunghi». Le pratiche inevase sono legate, tra l’altro, alle dimissioni dei vari presidenti che si sono succeduti alla guida della commissione. La mole degli arretrati ha anche altre cause: durante la pandemia il lavoro della commissione ha subito un brusco rallentamento e con il riordino delle professioni sanitarie si è ampliata la platea.
Medici radiati ma continuano a lavorare, la denuncia dell’Ordine: «Sono più di 200 e ci sono anche indagati per stupro e omicidio»
Ma in cosa consiste nel dettaglio la riforma? Dicono al Ministero della Salute: «A tutela dei cittadini e degli stessi professionisti, prevede interventi per snellire le lungaggini procedurali e rendere più spedite la trattazione e la decisione del giudizio. Stabilisce che le sanzioni comminate dagli Ordini siano immediatamente esecutive, in attesa della decisione della Commissione, a differenza di quanto accade oggi per cui il ricorso alla Commissione sospende l’efficacia della sanzione, sia essa radiazione o sospensione. In questo modo, i medici radiati o sospesi non potranno esercitare la professione fino alla pronuncia della Commissione». Si prevede, inoltre, la costituzione di due Sezioni – una per i medici e gli odontoiatri, che rappresentano più della metà del contenzioso, e l’altra per le altre professioni sanitarie – che si occuperanno sia dei ricorsi pendenti sia dei nuovi.
Solo a Roma sono un centinaio le pratiche inevase e una parte riguarda appunto medici colpiti da sanzioni dall’Ordine che continuano a lavorare. A livello nazionale ci sono almeno 900 fascicoli aperti alla Cceps che devono essere smaltiti. Si stima vi siano almeno 200 medici che lavorano nonostante la sospensione o la radiazione. Ieri il Ministero della Salute ha fornito questi dati: «Per quanto riguarda l’arretrato dei ricorsi in attesa di giudizio, si precisa che la Commissione in carica nel quadriennio 2016-2020, scaduta a dicembre 2020, ha lasciato oltre 400 ricorsi da trattare. Fino alla sua ricostituzione nel gennaio 2021, la Commissione non si è potuta riunire, accumulando ulteriore arretrato che complessivamente, a oggi, conta 896 ricorsi pendenti (di cui oltre 600 maturati dal 2017 al 2022) tra ricorsi elettorali, iscrizione e cancellazione dagli Albi e provvedimenti disciplinari, tra cui sospensioni o radiazioni. Dai dati forniti dalla Commissione risultano a oggi 64 ricorsi pendenti per radiazioni».
LIMITI
Cceps significa Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie: è un organo collegiale istituito al Ministero della Salute che deve esaminare le sanzioni che riguardano non solo i medici, ma anche gli infermieri, gli odontoiatri e i farmacisti. Di fatto, l’Ordine di una di queste professioni può decidere un provvedimento (non necessariamente collegato a una sentenza passata in giudicato del tribunale), ma poi la commissione deve confermarlo qualora vi sia il ricorso della persona colpita dalla sanzione. Di fatto, la Commissione valuta se confermare, modificare o annullare il provvedimento. Il problema è che negli anni, a causa delle continue dimissioni di chi presiede questa commissione, si sono accumulati ritardi e dunque le sanzioni decise dall’Ordine, da quelle contro i medici no vax alle radiazioni di chi è stato condannato per un grave errore, non sono operative. La commissione solitamente è presieduta da un magistrato, ma ne fanno parte anche i rappresentanti del Ministero della Salute e delle professioni sanitarie. Filippo Anelli, presidente della Fnomceo (la federazione dell’Ordine dei medici) ha anche fatto una proposta per snellire lo smaltimento degli arretrati: istituire «una sezione stralcio della Cceps, la Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, che possa smaltire in tempi rapidi i numerosi procedimenti arretrati, ancora pendenti, dando esecutività, se confermate, alle sanzioni disciplinari irrogate dagli Ordini».