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 2025  marzo 23 Domenica calendario

Palco, cibo e hotel: la piazza di Rep è costata 350 mila €

“Io non ho idea di come si organizzi una manifestazione. Non è il mio mestiere”. Lo ammetteva candidamente Michele Serra, nel suo editoriale-appello su Repubblica del 28 febbraio scorso, in cui lanciava l’evento “Una piazza per l’Europa”. Un grande raduno di popolo, pensato dal noto giornalista, intellettuale e autore tv nel suo “manifesto”. Magari Serra sperava di essere supportato dal giornale che da tanti anni ne ospita commenti, opinioni e puntute critiche. Di certo lo spazio non gli è stato negato, così come il supporto giornalistico. Giusto così.
Sul fronte organizzativo, però, il gruppo Gedi – che nel 2023 ha ricevuto 6,7 milioni di euro di contributi pubblici – pare non abbia fatto moltissimo. Anzi, quasi nulla. Così, dove il portafogli di Exor (e della famiglia Elkann) non si è aperto, ci ha pensato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Anzi, ci hanno pensato i romani.
Roma Capitale – come ormai noto grazie alle “indagini” di Fabrizio Santori, consigliere comunale in quota Lega – ha sostenuto attraverso la sua partecipata Zètema i costi della manifestazione del 15 marzo a Piazza del Popolo. In totale, 350 mila euro (349.942,15 euro iva inclusa, per la precisione), come risulta dal preventivo di Zètema dell’11 marzo, depositato in Commissione trasparenza. E dagli atti si evince chiaramente che il Consiglio comunale e la stessa giunta sono stati completamente scavalcati, sia nella decisione politica di sposare l’iniziativa, sia nella scelta di organizzare, di fatto, l’evento. Costi di gestione compresi.
La prima comunicazione in tal senso è del 5 marzo. Poche righe, a firma di Alberto Stancanelli – già capo di gabinetto di Mario Draghi e oggi nello stesso ruolo al fianco di Gualtieri – per affidare a Zètema l’organizzazione di una “importante iniziativa istituzionale” in difesa “dei valori europei di libertà e di autodeterminazione dei popoli” che, è sicuro Stancanelli, “vedrà il coinvolgimento dei sindaci di tutti gli schieramenti politici”.
Due giorni dopo, il 7 marzo, è la dirigente Antonella Caprioli a scrivere. Missiva inviata stavolta all’Ama, la municipalizzata dei rifiuti. Il documento è bollato come “urgentissimo” e vi è scritto che Roma Capitale “promuove” (ma non doveva essere Gedi?) l’evento “di concerto con i sindaci delle città italiane” e che bisogna assicurare “il ripristino di decoro dell’area”. Difficile siano stati interpellati in così poche ore tutti i 7.904 sindaci italiani.
Ormai la macchina è ben avviata, seppur nel totale riserbo. L’11 marzo arriva in Comune la documentazione da Zètema. C’è tutto: la scheda tecnica, la planimetria del palco, l’elenco dei servizi. E un dettagliato preventivo di tutti i costi da sostenere per assicurare il successo della manifestazione in un tempo così ridotto. Il costo totale dell’operazione, come detto, è di 350 mila euro. Tutto il comparto “strutture” costa 60 mila euro: il palco, le torri delay, la pedana disabili, ben 40 transenne antipanico. E poi i gazebo di tutte le misure: uno 10×10, cinque 4×4, sei 3×3 (per le pedane tv) e due 4×4 con pavimentazione in legno per le regie.
A proposito di televisione. Se sui principali siti d’informazione la diretta è stata chiara e impeccabile, lo si deve alle casse pubbliche: la regia televisiva (inclusa di telecamere ed operatori) – tra cui la regia mobile “in configurazione eptacamere Hd” e il video e audio equipment – è costata in totale 22 mila euro. Più 7 mila euro di impianto elettrico backstage e, soprattutto, 16.500 euro di “coordinamento e organizzazione generale, direttore di produzione assistente” e perfino “runner automunito”.
Poi bisogna anche bere e mangiare. I “cestini” – quindi i panini – riservati alla produzione sono costati 4 mila euro, a cui si aggiungono 600 euro di bancali d’acqua. Da smaltire in 18 bagni chimici al costo di 3.100 euro. Quindi la sicurezza: servizio d’ordine e accoglienza sono costati 15 mila euro per 88 persone tra steward e coordinatori, a cui si aggiunge la vigilanza armata (2.100 euro).
I dubbi sollevati in Commissione trasparenza riguardano però i “costi di gestione ospitalità, viaggi e transfer artisti”, indicati nel preventivo per 2.500 euro. Ma qui c’è qualcosa che non quadra. Sul sito di Zètema è indicato un affidamento alla società Mu.St. srl per 1.822,37, un “servizio di agenzia per acquisto biglietti del treno e alloggio ospiti”. Quali ospiti? Fonti del Campidoglio assicurano al Fatto che “nessuna delle persone intervenute sul palco è arrivata o ha alloggiato a Roma a spese del Comune”. Di chi si tratta? Dei violoncellisti? Cantanti? Attori? “Lo saprete lunedì (domani, ndr)”, ha dichiarato il capo segreteria di Gualtieri, Albino Ruberti, alimentando però il mistero. Ma soprattutto, le due voci di spesa coincidono? I dubbi restano. Intanto perché l’importo a base di gara (lo stesso della procedura chiusa) è diverso dal preventivo, così come la sua descrizione. E poi perché come “data di aggiudicazione” è indicato il 18 marzo 2025, tre giorni dopo la manifestazione. Cos’è successo? Zètema ha anticipato l’affidamento e poi ha assegnato la gara? Bocche cucite.
Così mentre fioccano gli esposti alla Corte dei Conti e Gualtieri difende la sua scelta urbi et orbi (“ho finanziato io la manifestazione e lo rivendico con orgoglio”, ha detto a Il Foglio), il presidente della Commissione trasparenza, Federico Rocca (Fratelli d’Italia), attacca: “Non esiste un atto di indirizzo che spieghi quando e come questa manifestazione abbia assunto una rilevanza istituzionale tale da giustificare l’impegno di fondi comunali. Manca il presupposto che legittimi questa spesa pagata purtroppo con i soldi dei romani”.