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 2025  marzo 23 Domenica calendario

Roma, assolto il professore di una scuola di Roma Nord accusato di molestie su 10 ragazzine: «I suoi gesti travisati, le studentesse suggestionate tra di loro»

«Non c’è alcuna solida prova che i contatti fisici del professore con gli alunni abbiano riguardato zone erogene e che siano stati posti in essere con un intento sessuale». Così il gip di Roma Giulia Arcieri ha motivato l’assoluzione di M.S., professore di un istituto di Roma nord e accusato di violenza sessuale su diverse alunne minorenni. Il fatto, per il giudice, non sussiste. «È davvero possibile – si legge ancora nelle motivazioni – che gesti innocui dell’insegnante siano stati trasformati in atti sessualizzati» e che le alunne si siano suggestionate tra di loro perché tutte amiche e abbiano raccontato «eventi mai accaduti». «Erronee e illogiche» le «motivazioni del gip» secondo il pm Maria Perna che ha già presentato ricorso in Appello. Immediato il commento degli avvocati dell’imputato, i penalisti Roberto Borgogno e Nunzia De Ceglia: «Di fronte a una sentenza la cui motivazione si fa apprezzare per compiuta analisi, ragionamento ineccepibile e logica argomentativa lineare, tali da escludere la presenza di elementi di prova che possano convalidare le tesi di accusa, stupisce la scelta di impugnarla».
I FATTI
M.S. nel corso delle indagini e del processo si è sempre detto non solo innocente ma anche basito delle accuse che gli erano state rivolte. Accuse nate dal dialogo tra due ragazzine, a casa di una delle due, a marzo 2023. Nell’abitazione c’era anche una delle mamme che, passando fuori dalla stanza aveva sentito la figlia e l’amica parlare di «un professore pedofilo» che palpeggiava il fondo schiena alle alunne. «Da lì – scrive il giudice – inizia un susseguirsi di contatti tra i genitori delle alunne, tra queste e i loro genitori e tra genitori, preside e vicepreside, fino a giungere all’ipotesi di reato nei confronti del professore». Già questo tam tam, si legge nelle motivazioni, «introduce il dubbio di condizionamenti e suggestioni che, nel moltiplicarsi dei racconti di quanto vissuto in prima persona dalle protagoniste e di quanto visto dagli altri, possano, nella buona fede di tutti, aver causato falsi ricordi e ricostruzioni». Dubbio confermato da alcune conversazioni lacunose tra due delle 10 alunne coinvolte, con molti «mi avevano detto» e pochi ricordi nitidi. Lo stesso professore aveva riferito di essere «molto affabile ed empatico con gli alunni, scherzava con loro e usava avvicinarli mettendo loro la mano sulla spalla o dandogli dei colpetti sulla schiena».
Quasi nessuna delle ragazzine ascoltate, spiega il giudice, nel raccontare gli episodi «descrive un vissuto di disagio o di imbarazzo e alcune, anzi, precisano che si trattava di situazioni vissute con normalità che, solo dopo il confronto con altre alunne, venivano rivalutate come non adeguate».
LE INCONGRUENZE
Dodici in tutto le alunne di classi diverse ascoltate dagli inquirenti, alcune erano amiche strette, altre frequentavano dopo scuola gli stessi corsi. Molto probabili le «suggestioni tra loro e la diffusione a macchia d’olio della parola “pedofilo” usata impropriamente a seguito di una lettura, a posteriori, montata del comportamento confidenziale del professore». Anche perché gli abusi raccontati sarebbero avvenuti sempre davanti ad altri alunni ma il resto della classe non si era mai accorto di nulla. A portare all’assoluzione dell’uomo anche la tempistica di quei discorsi che accusavano l’insegnante. Agli atti ci sono alcuni brutti voti che l’uomo aveva dato ad alcune delle alunne in questione proprio nel mese di marzo 2023, lo stesso in cui le accuse a lui rivolte avevano iniziato a circolare. Ci sarebbe poi, secondo i racconti di alcuni testimoni, un video divulgato su Tiktok – ma mai ritrovato – in cui «alcuni alunni si vantavano delle attenzioni del professore». Quindi l’assoluzione e, ora, il ricorso presentato dal pm.
«Affronteremo con la stessa serenità il nuovo giudizio d’appello, fiduciosi di riscontrare la medesima imparzialità e serenità nei giudici di secondo grado», hanno concluso gli avvocati dell’imputato.