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 2025  marzo 19 Mercoledì calendario

Basta ricerche dei bimbi ucraini spariti, insorgono i deputati Usa

Un gruppo di deputati statunitensi ha formalmente contestato al Dipartimento di Stato il taglio ai finanziamenti del programma, sviluppato in collaborazione con l’Università di Yale, che documenta i crimini di guerra compiuti dai russi nel conflitto contro Kiev. Un’iniziativa che traccia, tra l’altro, le deportazioni di massa dei bambini ucraini a Mosca. La lettera inviata al ministro Marco Rubio, resa pubblica dal Washington Post, denuncia: “Abbiamo motivo di credere che i dati dell’archivio siano stati cancellati in modo permanente”.
Ciò significherebbe che non ci sono più prove degli abusi commessi dall’esercito di Mosca in Ucraina né dati, come le immagini satellitari, utili a individuare gli spostamenti dei circa 30mila piccoli ucraini rapiti. La posta in gioco non è da poco. I parlamentari, capitanati dal democratico Greg Landsm, rappresentate al Congresso dell’Ohio, sottolineano che il database, costato 26 milioni di dollari e tre anni di lavoro, era (come previsto) in fase di condivisione con l’Europol, l’agenzia di polizia dell’Unione Europea. Passaggio fondamentale alle indagini ma ormai compromesso. La lettera segnala anche che se le informazioni fossero trasferite invece che eliminate diventerebbero inammissibili in tribunale.
La denuncia è stata resa pubblica, martedì, proprio nel giorno in cui il presidente Donald Trump ha parlato al telefono con il numero uno del Cremlino Vladimir Putin arrivando a decretare il parziale cessate il fuoco. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha sempre ribadito che qualsiasi accordo di pace deve includere il ritorno a casa dei bambini ucraini scomparsi.
L’Università di Yale si è limitata a confermare che il finanziamento del progetto è stato “interrotto” ma ha glissato sull’integrità del database.