corriere.it, 18 marzo 2025
Chi rompe le uova nel paniere di Trump
Piccolo viaggio alla ricerca di qualche risposta nel mistero del prezzo delle uova, un alimento insostituibile nel menu quotidiano delle famiglie americane. E non solo. Gli alti prezzi e la rarefazione dell’offerta hanno inciso in misura non secondaria sulle scelte elettorali. Molto più del gallone di benzina, il listino segnaletico del benessere percepito. Il prezzo delle uova, che ha prima penalizzato l’amministrazione uscente, oggi rischia di essere un non piccolo grattacapo per la presidenza Trump. È il contrappasso delle uova. Non si trovano e quelle disponibili sugli scaffali hanno prezzi esorbitanti, in qualche caso vicino al dollaro per singolo pezzo. Tutta colpa dell’influenza aviaria che, soltanto negli Stati Uniti, ha comportato l’abbattimento di 66 milioni di galline ovaiole. L’aviaria ha colpito duramente anche in Europa, ma la differenza di prezzi con l’America è rimasta abissale. All’Esselunga, tanto per fare un esempio, un uovo fresco costava ieri 29 centesimi. Il biologico arrivava a 42. Domanda: si possono esportare? Fino a poco tempo fa era impensabile. Troppo costoso e non ne valeva la pena. Oggi ci si pensa. Qualche esportazione è già in atto dalla Spagna e dall’Olanda verso gli Stati Uniti. Forse toccherà anche all’Italia. In questo caso, nessuno si farà venire in mente di mettere qualche dazio, vista la fame americana delle uova. Ma mai dire mai.
P.s. Le uova non trasmettono l’influenza aviaria, giusto ripeterlo.