Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2025  marzo 18 Martedì calendario

Bimba di 2 mesi comprata in Marocco e trasportata in una busta della spesa: 4 arresti

Non ha nemmeno 2 mesi quando viene ceduta dalla madre a due sconosciuti e nascosta in una busta di plastica. Così viene caricata su una macchina e poi su una nave, partita da Tangeri, in Marocco, e diretta a Genova. Un viaggio di giorni, durante cui la piccola non avrebbe mai pianto, nascosta in una cabina con i suoi «traghettatori». Nemmeno un grido perché, con molta probabilità, viene drogata. Non può essere vista, né sentita. E così quella bambina fantasma a ottobre arriva a Torino.
Una bimba-fantasma
Dopo il lungo viaggio, la piccola accusa dei malesseri. Ha mal di pancia ed è mal nutrita. I due cittadini marocchini, marito e moglie regolarmente residenti in Italia, lui 60 anni lei 40, la portano direttamente al Regina Margherita per fare accertamenti. I medici la tengono 24 ore, durante cui le fanno tutti gli esami necessari. La piccola non ha i documenti ma questo non allarma i sanitari: succede regolarmente in ospedale e la sanità pubblica prevede che anche i «fantasmi» vengano presa in cura. Così succede. La piccola non ha segni di violenze o percosse subite. Viene quindi dimessa e portata a casa da quelle due persone che a tutti si presentano come i suoi genitori.
In ospedale nessun sospetto
Per settimane la tengono con loro, in un appartamento di Barriera Di Milano, nella periferia Nord di Torino. Poi, forse per il timore di essere scoperti ed eludere le investigazioni, la portano a casa di altri due connazionali quarantenni. Sono dei loro conoscenti e hanno altri figli. Possono occuparsi temporaneamente della bambina, in attesa di una sistemazione definitiva.
La segnalazione alla procura
Qualcuno, però, distrugge tutti i piani mandando una segnalazione in Procura: una famiglia marocchina, regolarmente residente a Torino, ospita da qualche settimana una neonata, estranea a quel nucleo famigliare. Inizia così l’attività investigativa della procura e della Squadra Mobile della questura. Settimane di indagini serrate per ritrovare quella bambina e salvarla. Il timore è che possa succederle qualcosa o che possano trasferirla all’estero e, così, far perdere le sue tracce.
L’indagine
Non accade. Gli agenti riescono ad avere la meglio nella corsa contro il tempo: il 12 marzo fanno irruzione in un appartamento di Barriera di Milano e arrestano, in flagranza di reato, la coppia che si occupava temporaneamente della bambina. Secondo gli inquirenti, il passaggio successivo sarebbe stato quello di cederla a terzi, in cambio di denaro. Anche la coppia con cui la neonata ha viaggiato da Tangeri a Torino è stata arrestata: sono accusati di avere introdotto illegalmente la bambina e averla esposta a pericolo. La piccola, portata di nuovo al Regina Margherita per accertamenti, sta bene. Oggi ha circa sette mesi: è troppo piccola per andare in comunità ed ora è con una famiglia affidataria che si prende cura di lei.