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 2025  marzo 18 Martedì calendario

«Myanmar alla fame» Nuovo allarme del Pam

Nel tormentato Myanmar, dove l’economia è in caduta libera e quanto ottenuto dalla svendita delle risorse naturali e dai traffici transfrontalieri va a beneficio anzitutto del regime e degli acquisti di armi utili alla repressione, il 77% delle famiglie si trova alle prese con la povertà che sempre più va trasformandosi in carenza di generi alimentari. Tra i più poveri e a rischio di malnutrizione e malattie sono i quasi quattro milioni di profughi provocati dal conflitto in corso. Inoltre la possibilità di sostegno dall’estero, fortemente limitato dalle regole imposte dai militari al potere e dalla situazione instabile delle aree di confine, sta andando incontro a una ulteriore contrazione. Ultimo in ordine di tempo l’allerta del Programma alimentare mondiale (Pam) che a fronte di finanziamenti inadeguati, da aprile potrebbe sospendere la distribuzione di cibo a oltre un milione di birmani. La gravità della situazione è stata sottolineata dal rappresentante del Pam nel Paese, Michael Dunford: «I tagli in arrivo avranno un effetto devastante sulle comunità più esposte in tutto il Paese, di cui molte dipendono per la loro sopravvivenza esclusivamente dal sostegno del Pam». Senza nuovi contributi che garantiscano i 60 milioni di dollari necessari, ha segnalato ancora Dunford, sarà possibile soltanto raggiungere circa 35mila individui dei gruppi più vulnerabili, tra cui i bambini sotto i cinque anni, donne incinte o in fase di allattamento, disabili.
Sotto la giunta militare che ha preso il potere con un golpe il primo febbraio 2021, il Myanmar ha visto la sua economia precipitare. Il costo giornaliero della dieta tradizionale è triplicato fra il 2022 e il 2024, complice il prezzo del riso cresciuto del 220 per cento. La fame, che sembrava dimenticata nel decennio precedente, determina ora le scelte delle famiglie che spesso non dispongono più di reddito certo, mentre la dispersione delle comunità dovute al conflitto che si aggiunge alla consistente migrazione soprattutto verso la Thailandia riguarda, si stima, il 20 per cento della popolazione.
Da tempo, la graduale ma pesante contrazione del sostegno del Pam coinvolge anche quasi 900mila birmani di etnia rohingya che nel tempo, ma soprattutto con l’ondata persecutoria del 2017 mai davvero esaurita, hanno trovato rifugio in Bangladesh. Per loro, dipendenti al 95 per cento dall’aiuto internazionale, il Pam ha previsto una riduzione da otto dollari mensili procapite in alimenti essenziali (erano 12 nel 2023) a sei, una cifra considerata fortemente inadeguata.