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 2025  marzo 18 Martedì calendario

Le scorie dell’acciaieria di Terni possono diventare asfalto

Recuperare le scorie della lavorazione industriale dell’acciaio e rimetterle nel circolo produttivo come nuova “materia prima seconda”. Parte dell’Umbria il progetto “End of Waste”, che vede protagoniste Arvedi- Ast, la multinazionale finlandese Tarpojärvi Oj che per conto del gruppo cremonese lavora le scorie e Arpa Umbria.
Dalla fase di sperimentazione è uscito un risultato che apre la strada ad un percorso virtuoso di economia circolare che se applicato con costanza potrebbe cambiare il settore delle costruzioni, dell’edilizia e delle infrastrutture.
Nella prima fase, le scorie sono state lavorate per creare un filler artificiale col quale è stato asfaltato un chilometro di strada nella Valnerina ternana. L’esito è stato positivo: dunque con le scorie Ast si può realizzare asfalto ecosostenibile. Ma il progetto, supervisionato da Arpa è andato oltre: quello stesso asfalto, dopo un anno, è stato fresato e lavorato ed il risultato è la creazione di nuovo “conglomerato bituminoso”. Asfalto dall’asfalto, quindi, utilizzando le scorie Ast: «Il recupero di tali scorie, a valle della fase di estrazione dei metalli – ha spiegato Arpa nel corso della conferenza stampa di presentazione dei risultati del progetto – in un’ottica di economia circolare, consente di diminuire il conferimento delle scorie in discarica e allo stesso tempo di fornire un materiale per la produzione di conglomerato bituminoso alternativo a quello naturale estratto dalle cave».
L’Ad di Tarpojärvi Oj Italia, Martti Kaikkonen, aggiunge: «Per noi questo risultato è motivo di grande soddisfazione perchè ci abbiamo investito molto: ora dall’Umbria siamo pronti a spiccare il volo verso il centro Italia e tutto il Sud Europa». Ma c’è dell’altro: questo stesso materiale verrà utilizzato anche per la creazione di calcestruzzo ecosostenibile e malta isolante, in un’ottica di sempre maggiore circolarità anche nell’edilizia: «Abbiamo già richieste in questo senso», aggiunge il manager finlandese.
Dimitri Menecali, Ad di Arvedi-Ast, sottolinea come «l’azienda ha accettato subito questo progetto, quando ci è stato proposto, oltretutto consente di creare nuovi materiali ecosostenibili da immettere sul mercato». Caterina Austeri, responsabile del dipartimento Terni-Orvieto di Arpa sottolinea come proprio l’edilizia potrà trarre un beneficio importante da questa operazione: «Bisogna andare sempre più verso la rimessa in circolo di materiali di scarto e il settore degli inerti, come ci dicono anche i dati, potrebbe vedersi aprire nuove importanti possibilità in questo senso.». La Regione Umbria, che ha fortemente promosso End of Waste, si prepara anch’essa a fare la sua parte: «Chiameremo a raccolta tutti gli attori coinvolti in quest’ambito a cominciare ad Anas: – spiega l’assessore allo sviluppo economico Francesco De Rebotti – e chiederemo che nei capitolati per la realizzazione di grandi strade venga inserito l’utilizzo di questo asfalto, prevendendo premialità per le imprese che lo faranno».