corriere.it, 17 marzo 2025
Quadri triplicati, oro ovunque (anche sul telecomando): così Trump sta trasformando lo Studio Ovale nella sua Mar-a-Lago
Che Trump non fosse un tipo sobrio è stato chiaro sin dall’inizio. Nulla di lui passa inosservato: i capelli giallo paglierino e l’abbronzatura che vira verso un vitaminico arancione contribuiscono alla sua fame di esibizionismo. Oltre che nell’aspetto, non ha mai fatto mistero di amare l’ostentazione anche negli spazi privati. La sua residenza di Mar-a-Lago è un’esplosione di oro e suppellettili di qualsiasi tipo, dalle statuette alle foto di famiglia adornate da vistose cornici. Ora, il gusto per il barocco del presidente ha fatto capolino anche nello Studio Ovale, persino il telecomando è avvolto nel metallo prezioso.
Nel video pubblicato dal vicecapo dello staff della Casa Bianca Dan Scavino si vedono le pareti quasi totalmente ricoperte di quadri. Per la precisione 20, raffiguranti personaggi dai quali Trump ha detto di trarre ispirazione. Ci sono ex presidenti come Ronald Reagan, Thomas Jefferson, Benjamin Franklin, Lincoln, Andrew Jackson e Franklin D. Roosevelt che se potessero avrebbero bisogno di sgomitare per guadagnare un centimetro in più di muro. Le loro cornici quasi si sfiorano tra loro. Un punto di rottura rispetto a Biden, che ne aveva fatti appendere sei, ma anche rispetto a Obama, che aveva fatto appendere solo due ritratti occupando altro spazio con arte contemporanea, come due opere di Edward Hopper prese in prestito da Whitney Museum.
A differenza dei suoi predecessori, Trump vuole imporsi con uno stile che ricorda più quello di un sovrano che di un presidente eletto. Già al suo primo ingresso alla Casa Bianca nel 2016 aveva dato sfoggio alla sua fantasia creativa spendendo 1,75 milioni di dollari per rinnovare l’ufficio presidenziale e altre stanze dell’ala Ovest della residenza. Tanti, tantissimi, soprattutto se teniamo in conto che ogni nuovo presidente ha a disposizione 100mila dollari per rinfrescare l’arredamento dello Studio Ovale secondo i propri desideri.
E non è finita qui. Dopo il controverso restyling del Giardino delle Rose voluto dalla first lady Melania, questa volta a voler gestirne l’ennesimo cambiamento è proprio il tycoon. Potrebbe cominciare tra poche settimane il processo di pavimentazione dello storico spazio verde per farne un patio in cui ricevere i leader internazionali (come se di aree adibite a questo scopo non ce ne fossero già in una casa di 5mila metri quadrati). D’altronde, del clima e della natura a Trump non interessa un granché.
In linea con le gesta di un sovrano, Trump sta facendo dello Studio Ovale un palcoscenico dove esporsi ed esporre i suoi trofei. Sulla Resolute Desk campeggia un fermacarte in oro con il cognome del leader Maga a caratteri cubitali. Dietro alla scrivania è stato posizionato un tavolo in cui si trova una replica del trofeo della Coppa del Mondo FIFA. Non è un caso che Trump ne parli spesso siccome si terrà a luglio 2026 in Nord America, con la maggior parte delle partite che verranno giocate proprio negli Stati Uniti.