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 2025  marzo 17 Lunedì calendario

Il giallo dell’eredità della pensionata di Torino vissuta in povertà: due testamenti per 5 milioni, 4 aspiranti eredi e le istruzioni su foglietti

Un patrimonio di circa 5 milioni di euro fra conti correnti e immobili, due testamenti e quattro aspiranti eredi. E poi una serratura forzata, un’agenda sottratta, movimenti bancari «post mortem» e un amore impossibile confessato solo alle pagine di un diario. Sono questi gli elementi principali del giallo che ruota attorno all’eredità milionaria di Maria Giuseppina Rista, morta il 13 aprile 2021 all’ospedale San Giovanni Bosco, in piena pandemia Covid. Il direttore della banca della pensionata, però, scopre il decesso solo a settembre, quando nota l’apertura di un conto online intestato a Giuseppina Rista e un bonifico da 12 mila euro in favore di un carrozziere romeno. Il fatto che Pinuccia non sapesse utilizzare internet e non avesse un’auto lo insospettisce. E così chiama il nuovo numero di telefono inserito nella scheda a cui risponde una giovane donna che dice di essere la «badante della signora che adesso non può parlare».
Qualcosa non torna
 Il direttore decide di approfondire la vicenda e si accorge che il nuovo conto è stato aperto con la carta d’identità della pensionata 6 mesi dopo il decesso.
 Iniziano così le indagini della procura e della polizia locale che presto sfoceranno in un processo per circonvenzione di incapace a carico di un 56enne torinese, accusato anche di truffa, sostituzione di persona in concorso con altri tre presunti complici, tutti di nazionalità romena.
Una vita in povertà
Pinuccia, come era conosciuta da tutti a Vanchiglietta, aveva 71 anni e viveva da sola, in condizioni igienico-sanitarie disastrose, in una vecchia casa del borgo, dalle parti di corso Chieti.
Era la casa dei suoi genitori, ricchi commercianti che in passato hanno gestito una polleria e una cartoleria in zona precollina. Da tempo faticava a camminare, aveva tanti problemi di salute, ma era molto diffidente e nella storica palazzina a due piani non faceva entrare quasi nessuno. Della gestione del suo patrimonio immobiliare si è sempre occupata personalmente e annotava tutti i conteggi a mano su agende e registri. Parlava quasi esclusivamente in dialetto piemontese e, pur avendo 1 milione e mezzo di euro in banca, faceva attenzione anche alle piccole spese.
In una calda giornata di primavera del 2021 un inquilino si presenta a casa sua e, dalla finestra, la vede riversa sul divano. Un’ambulanza la trasporta al pronto soccorso, ma il suo cuore, provato da tanti problemi di salute, smette di battere qualche giorno dopo. A questo punto entra «in scena» E., un commerciante di auto, 56 anni, torinese con affari in Romania, che aveva conosciuto Pinuccia molti anni prima durante una visita in ospedale. Ogni va a trovarla per «tenerle compagnia» e, non ottenendo risposta, chiede informazioni ai vicini e viene a sapere del decesso.
L’agenda ritrovata
A ottobre del 2021, almeno secondo la versione resa agli inquirenti, E. entra nella casa di Pinuccia con un mazzo di chiavi che la pensionata gli aveva consegnato. Cerca una fotografia da mettere sulla tomba e trova invece una vecchia agenda che può cambiare la sua vita. In una pagina dove sono annotate le statistiche dei morti di Covid del dicembre 2020 la pensionata scrive: «Spero che non capiti anche a me che sono sola. Nel caso dovessi morire lascio tutti i miei averi a E., l’unico che mi ha sempre aiutato». Nelle altre pagine sono annotati i risultati delle partite di calcio e il 6 aprile, sotto un santino, la confessione del suo amore: «Vergine, aiutami con E., perché io lo amo tanto. Fa’ che mi ami anche lui».
Il 56enne, secondo quanto dichiarato agli inquirenti, non attribuisce troppo peso al ritrovamento e non si accorge neppure degli assegni circolari da 250 mila euro che Giuseppina Rista aveva intestato a se stessa per aprire un altro conto. A ottobre, invece, capisce di avere in mano una fortuna, va da un notaio e pubblica il testamento. Su soldi e case, però non riesce a mettere mano, perché l’amministratore di un condominio di Nichelino invia un sollecito di pagamento alla pensionata, scopre della sua morte e presenta un’istanza per la nomina di un curatore che amministri l’eredità. Che viene sequestrata.
Aumentano gli eredi
Nel frattempo oltre ad E. gli aspiranti eredi sono aumentati. Un’inquilina di Pinuccia ha dichiarato di aver trovato nella buca delle lettere del suo negozio una pagina dell’agenda, datata 13 marzo, con la quale la 71 enne le lascia un’intera palazzina in precollina con 12 appartamenti. La perizia calligrafica ha confermato l’autenticità del testamento ( che è stato pubblicato e non contestato), ma anche di quello che nomina E. erede universale. Che invece è stato impugnato da due lontani cugini di Giuseppina.
L’eredità è ancora sotto sequestro e il Tribunale civile, in primo grado, non ha riconosciuto la validità del testamento a favore di E. per la mancanza di una data certa e si è pronunciato in favore dei parenti. E adesso E. dovrà difendersi anche nel processo penale.