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 2025  marzo 17 Lunedì calendario

Roma, la truffa del cacao dominicano: volatilizzati 26 milioni, ingannati 80 investitori

Il cacao e le piante tropicali di Santo Domingo prodotti dalla società Fruit and Cocoa come fonte di guadagni sicuri. Con questa promessa 80 romani hanno investito dai 30mila ai 330mila euro, al tasso di interesse garantito del dieci per cento. Solo che il denaro versato dagli investitori, anziché finanziare il cioccolato caraibico, è confluito nel conto corrente dei promotori del presunto raggiro, che avrebbero accumulato un tesoretto di 26,5 milioni. Solo in piccola parte restituito.
L’accusa: associazione a delinquere
È questa la ricostruzione della Procura, che accusa gli ideatori del business di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e di abusivismo finanziario. Quattordici gli imputati che rischiano di finire sotto processo dopo la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm Mario Dovinola. Alessandro Pitzianti (difeso dall’avvocato Alessandro Tomaselli), Simone Pezzini, Giacomo Sansoni e i figli Maura e Massimo formano il gruppo che da Ascoli Piceno, nelle Marche, avrebbe creato i presupposti dell’asserito raggiro.
Altri otto imputati si sono mossi, secondo l’accusa, da Roma ad Agrigento per raccogliere investitori, facendo firmare i contratti. C’è infine la quattordicesima imputata accusata (solo) di ricettazione. «Visto l’enorme esborso finanziario sostenuto da tanti, sarebbe necessario ottenere giustizia in tempi rapidi», dicono gli avvocati Tiziano Gizzi e Filippo Valle, che rappresentano alcune delle vittime.
I membri dell’organizzazione
È il 2015 quando da Ascoli Piceno l’organizzazione si muove in tutta Italia promettendo come nuova frontiera della ricchezza il cacao e le piante tropicali di Santo Domingo. Gli imputati creano una serie di società che vengono presentate come l’anello di collegamento alla Fruit and Cocoa, un’azienda fittizia. Soprattutto a Roma, ma qualcuno c’è anche a Milano, si fanno avanti gli investitori interessati.
Entrano in contatto con chi ha il compito di stilare gli accordi, che consistono in contratti di associazione in partecipazione agli utili dell’azienda domenicana. Però le somme versate confluiscono nei conti correnti delle società di intermediazione. Alcune davvero operative a Santo Domingo, ma non certo per la produzione del cacao. Per la cui trasformazione non sarebbe stato speso neanche un euro dei 26 milioni finanziati. La gran parte dei quali spariti.
Investitori truffati
L’attività di rastrellamento sul mercato viene avviata nel 2015 e va avanti fino al 2019. Per fidelizzare gli investitori, all’inizio le somme vengono restituite con l’aggiunta del 10 per cento di interesse. Un modo per persuadere chi ha visto un ritorno a trovare anche altre persone interessate. Solo che a un tratto chi versa non riceve più nulla. C’è una signora che impegna 330mila euro. Di quei soldi perderà ogni traccia. Del cacao nemmeno l’ombra. E denuncerà i promotori.