corriere.it, 16 marzo 2025
Milano, sul pedalò elettrico che raccoglie i rifiuti nei Navigli: «Si trova di tutto, dalle sigarette elettroniche alle biciclette»
Una radio. Una pentola. Una sigaretta elettronica. Un cerchione di una macchina. Un tappeto. Un bicchiere di plastica. Il manico di un ombrello. Si pesca di tutto dal fondo della Darsena. Rifiuti della movida, e dell’inciviltà. Riposano a un metro e mezzo sotto l’acqua. Dora allunga il retino: «Preso». «Anzi no, torna indietro Umberto». «Ti serve l’uncino», chiede Andrea. E alla fine anche una grossa latta di pelati viene a galla. I Navigli ora sono un po’ più puliti.
Si chiama «Pellicano urbano», e da qualche giorno ha attraccato al molo dell’Associazione nazionale marinai d’Italia. L’idea è di We are urban: Wau (si pronuncia come si scrive). Stupore, sì. Ce n’è. Almeno perché dopo il suo passaggio, silenzioso (il motore è elettrico), l’acqua è meno torbida. I due volontari, Andrea Amato – presidente di Wau e nella vita direttore di sala alla Scala – e Dora Gulli, insegnante di Matematica, si infilano i guanti e appoggiano sulla barchetta dei sacchi dell’immondizia. Poi aguzzano lo sguardo. Vedono l’obiettivo e allungano le braccia. Retino, uncino, presa meccanica. Si raccoglie quello che l’acqua permette di intravedere. Al timone c’è quell’Umberto, dell’Associazione marinai d’Italia, che Dora chiamava. Comandante esperto. «Si guida con un joystick e senza licenza (pochi i cavalli del motore, ndr). Ha due velocità – spiega —, ed è molto stabile grazie ai tre pattini, è un trimarano. Così non disturba nemmeno la fauna dei Navigli».
È una sorta di pedalò. Ma in Darsena. Ed è sostenibile, con delle batterie che garantiscono diverse ore di autonomia. Ha sei posti, timoniere compreso. Tutti potranno partecipare attraverso il progetto «Ghe pensi Mi», arrivato alla sesta edizione. Oggi ci sarà la prima raccolta rifiuti aperta ai cittadini a bordo del «Pellicano urbano». Basta iscriversi. E tutti in barca. Si viaggerà sul pedalò sotto il ponte Alda Merini, lungo il Naviglio Pavese («È sempre più sporco del suo fratello») e poi in Darsena.
I rifiuti raccolti dal fondo vengono accatastati dentro i sacchi trasparenti dell’Amsa. «Con loro abbiamo una partnership tecnica, ci forniscono materiali – sottolinea Amato —. Verrà fatto un punto di raccolta nei posti concordati». «L’obiettivo è sempre quello di prenderci cura della città in cui viviamo – aggiunge Dora —. Dopo esserci occupati delle aree verdi, dei muri, era il turno dell’acqua».
Saranno pescate anche le biciclette e i monopattini in sharing che alle volte si intravedono in mezzo alle piccole onde. Tra le missioni di Wau negli anni a Milano c’è stata la cancellazione di atti vandalici, la manutenzione di alcune piazze tattiche, i progetti nelle scuole e la pulizia dei parchi. Basti pensare che il record finora segnato, con 40 volontari a spasso, è di 13 mila sigarette raccolte in un’ora lungo le sponde del Naviglio. Materiali poi riciclati. Anche la barca è stata recuperata (nuova costa intorno ai 25 mila euro): era in un deposito. Il prossimo step sarà dotarla di un tettuccio a panelli solari per alimentare il motore. «Anche questa idea ci era piaciuta. Non dobbiamo sempre comprare cose nuove», conclude il presidente di Wau, realtà da 50 soci iscritti che muove però migliaia di attivisti.