Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2025  marzo 17 Lunedì calendario

Orban vuole vietare per legge il Pride: “Dannoso per i bambini”

Il partito ungherese al governo, Fidesz, ha presentato un disegno di legge per vietare la marcia del Pride da parte delle comunità LGBTQ+ e imporre multe agli organizzatori e alle persone che partecipano all’evento che Budapest organizza da tre decenni. Lo riportano i media internazionali.
Il disegno di legge vieta il Pride stabilendo che «non si possono tenere riunioni che violino il divieto stabilito dalla legge sulla protezione dei bimbi». Orbán si è impegnato a reprimere i finanziamenti esteri ai media indipendenti, ai politici dell’opposizione e alle ong in Ungheria in vista delle elezioni previste all’inizio dell’anno prossimo.
Quasi sicuramente l’iniziativa presentata da Fidesz sarà approvata poiché la coalizione di governo ha una maggioranza di due terzi in Parlamento. Il provvedimento renderebbe un reato organizzare o partecipare a eventi che violano la controversa legislazione ungherese sulla «protezione dei minori», che proibisce la «rappresentazione o la promozione» dell’omosessualità ai minori di 18 anni. Verrebbe poi consentito alle autorità l’utilizzo di software di riconoscimento facciale per identificare i partecipanti al Pride. La partecipazione a un evento proibito comporterebbe multe fino a 200.000 fiorini ungheresi che lo Stato trasferirebbe alla «protezione dei minori». La proposta è l’ultimo passo contro le persone Lgbt intrapreso dal primo ministro Viktor Orban, il cui governo ha approvato una legislazione che i gruppi per i diritti e altri politici europei hanno denunciato come repressiva nei confronti delle minoranze sessuali. Il governo si presenta come un paladino dei valori tradizionali della famiglia e un difensore della civiltà cristiana contro quella che definisce «follia del genere», e sostiene che le sue politiche sono progettate per proteggere i bambini dalla «propaganda sessuale».
La legge ungherese sulla «protezione dei minori» è stata approvata nel 2021. Oltre a vietare la «rappresentazione o promozione» dell’omosessualità nei contenuti disponibili ai minori, inclusi televisione, film, pubblicità e letteratura, vieta anche la menzione di questioni Lgbt nei programmi di istruzione scolastica e la rappresentazione pubblica di «genere che si discosta dal sesso alla nascita». In un discorso tenuto a febbraio, Orban ha accennato al fatto che il suo governo avrebbe preso provvedimenti per vietare l’evento Budapest Pride, che attira migliaia di persone e celebra la storia del movimento Lgbtq+ affermando al contempo la parità di diritti della comunità gay, lesbica, bisessuale e transgender. Gli organizzatori del Budapest Pride, che festeggia il suo 30esimo anniversario, hanno definito la volontà di Orban di vietare l’evento una restrizione delle libertà fondamentali di parola e di riunione.