il Fatto Quotidiano, 17 marzo 2025
Giubileo, il boom è solo per gli affitti. Ora il flop di Parigi 2024 fa paura
“Quale Giubileo? Non ce ne siamo accorti”. È la battuta che ormai da mesi si sussegue tra albergatori, tassisti, ristoratori romani, quantomeno quelli che non hanno perso il senso dell’umorismo. Altro che boom turistico: il grande evento non solo non sta incontrando le previsioni più ottimiste – irreali, ma fatte proprie dalle istituzioni locali e nazionali – ma rischia di chiudersi con numeri in linea, o addirittura peggiori, del 2024. Questo per quanto riguarda i pernottamenti turistici: i prezzi degli affitti e il numero di appartamenti turistici, invece, continuano a volare. L’ultimo allarme è arrivato da SoloAffitti, gruppo di consulenza immobiliare, secondo il quale il numero di prenotazioni a Roma è in linea con lo scorso anno: con la differenza che gli appartamenti in locazione breve sono circa 10 mila in più. Cala, quindi, il riempimento medio degli alloggi, sceso dal 78% al 70%, e cresce la competizione. “Chi già affittava il proprio immobile per brevi periodi sta guadagnando meno rispetto all’anno scorso, mentre i proprietari che si sono recentemente convertiti all’affitto breve con l’aspettativa di profitti facili rischiano di vedere deluse le proprie aspettative”, commenta l’ad di SoloAffitti, Silvia Spronelli. L’overbooking ventilato per mesi (ancora a novembre 2024 il ministero del Turismo prendeva per buona la stima della Camera di Commercio che vedeva un probabile raddoppio dei pernottamenti nel 2025, da 51 a 105 milioni) non c’è. E su Airbnb, anche per una prenotazione all’ultimo momento, c’è una selva di offerte ribassate del 20 o 30%.
Un quadro chiaro arriva dal presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli: “Non avevamo mai creduto a quelle stime, abbiamo visto com’era andato il Giubileo del 2000. Per ora sta andando come l’anno scorso e dicembre e gennaio sono andati pure peggio. Speriamo di recuperare”. Per Roscioli un evento come questo non porta agli alberghi i vantaggi arrivati con la Ryder Cup di golf nel 2023, con una clientela ricca che prenotava con mesi d’anticipo: “Con il Giubileo si riempie prima tutto l’extralberghiero, i conventi, gli alloggi… gli alberghi per tanti turisti giubilari sono l’ultima spiaggia”. Più di qualcuno, nei periodi di bassa, sta già mettendo le camere al 50%. “E poi c’è una clientela che non verrà, proprio a causa del Giubileo”, aggiunge Roscioli. Troppa gente (prevista e annunciata), prezzi troppo alti. Arrivano più cattolici, certo, ma si vede molto meno la clientela asiatica (indiani, cinesi, giapponesi…). Anche gli americani per ora paiono in calo. Tendenza simile registrata pure dai ristoratori: una parte di clientela “altospendente” non c’è.
Il nodo che non si vuol vedere è proprio questo: i grandi eventi, invece di aumentarli, sembrano allontanare una parte di clienti. Pochi giorni fa il ministero del Turismo ha esultato per uno storico sorpasso sulla Francia per quanto riguarda i pernottamenti nel 2024: 458 milioni (record per l’Italia) contro i 451 francesi, e il Belpaese dopo decenni secondo in Europa per presenze turistiche, dietro solo alla Spagna. Ma è un sorpasso dovuto a una retromarcia: la Francia, nell’anno delle Olimpiadi di Parigi, ha segnato 9 milioni di pernottamenti in meno rispetto al 2023 (-0,8%), in totale controtendenza rispetto al resto d’Europa (Italia compresa), che ha visto una crescita sostenuta delle presenze (+2,5% in Italia, +3,3% in Spagna), e rispetto a qualsiasi stima preolimpica. Il grande evento vuol dire prezzi più alti, quindi qualche introito in più (a fronte di miliardi di spesa per l’evento).
Chi una casa non ce l’ha, invece, continua a subire l’effetto Giubileo, inteso come “effetto annuncio”. Prezzi in continua crescita (+16% secondo Idealista, +11,42% per Immobiliare.it), molto più della già problematica tendenza nazionale. A febbraio, parlando di prezzi proposti (i dati sugli affitti stipulati arrivano due anni dopo) si è arrivati a 18 euro al mq, contro i 13 del 2022. Dati a livello comunale. La crescita è stata molto più forte nei quartieri più colpiti dall’evento giubilare, con l’area intorno al Vaticano dove gli affitti residenziali sono cresciuti di quasi 8 euro al metro quadro in tre anni. Crescono anche i prezzi alla vendita, seppur non con percentuali così alte: d’altronde secondo una stima dell’Osservatorio Fiaip, datata ottobre 2024, nell’ultimo anno il 12-15% delle compravendite a Roma hanno avuto come finalità il cambio di destinazione ad uso turistico. E solo su Airbnb le offerte sono 35 mila (il 74% interi appartamenti), contro le 25 mila di due anni fa. Tra finita locazione, impossibilità di pagare le nuove tariffe e rarefazione delle nuove offerte per residenti, sono migliaia le famiglie che si rivolgono alle associazioni per evitare lo sfratto. D’altra parte, sono 18.500 le domande per case popolari inevase. “Il ritmo è sostenutissimo, stiamo sui 7/8 sfratti al giorno. Famiglie che non sanno dove andare, anche quelle che un reddito ce l’hanno”, spiega Silvia Paoluzzi dell’Unione inquilini.
Comune e Regione a novembre 2024 avevano promesso alla Caritas e alla stampa una moratoria sugli sfratti per l’anno del Giubileo, chiedendo l’aiuto del governo: non se n’è fatto nulla. Il Comune dovrebbe varare a breve un regolamento, sulla falsa riga di Firenze, per limitare i cambi d’uso nell’edilizia residenziale: ma convincere i proprietari che hanno già riconvertito a tornare indietro, non sarà semplice. E poi ci sono decine di cantieri ancora in corso, altre decine che devono aprirsi a breve. Ora, ad esempio, è il Campidoglio ad essere impacchettato. Quelli legati al Pnrr, come i 335 progetti “Caput Mundi”, vanno finiti entro il 2026: a febbraio solo 17 erano conclusi. Una deroga dall’Europa magari arriverà, ma il rischio che l’eredità giubilare sia molto meno ricca di quanto prospettato inizia a farsi sempre più concreto, e ai costi economici (circa 4 miliardi) si sommano i costi sociali. Con un’olimpiade di Milano-Cortina in arrivo – con il suo lascito di cantieri, caro affitti e carenza di case per residenti già visibile – l’ombra di Parigi 2024 e dei conseguenti 9 milioni di pernottamenti in meno si allunga su un Belpaese forse un filo troppo ottimista.