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 2025  marzo 17 Lunedì calendario

Un milione di posti in più. FdI: è lo stop al Reddito. Ma è il Gol del Conte-2

Armandosi di molta fantasia, ieri il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, ha parlato di un aumento dei nuovi occupati ottenuto grazie all’abolizione del Reddito di cittadinanza. L’occasione è arrivata dai dati del monitoraggio del programma Garanzia occupabilità lavoratori (Gol): su 3,3 milioni di disoccupati iscritti, circa un milione (il 31,8%) ha trovato lavoro dopo la presa in carico del servizio. Ammesso che si tratti di un gran risultato – i numeri sono in realtà tutt’altro che esaltanti – ci sono almeno due inesattezze nella ricostruzione di Fdi.
Primo: il programma Gol non è del governo Meloni, ma è stato ideato durante il governo Conte 2 e perfezionato in concomitanza con la stesura del Pnrr, come ricordato ieri dallo stesso Movimento 5 Stelle. Secondo: non esiste alcun legame tra i risultati del programma Gol e la cancellazione del Reddito di cittadinanza.
Anzi, è tutto il contrario: Gol fu introdotto proprio per potenziare le possibilità di occupazione dei beneficiari dell’assegni e degli altri disoccupati. Nel programma “Garanzia occupabilità lavoratori”, infatti, non sono coinvolti solo ex beneficiari del Reddito di cittadinanza. Anzi, la maggior parte di loro non lo ha mai ricevuto. Se il sussidio fosse rimasto, tra l’altro, i risultati di Gol sarebbero stati ancora più alti, poiché sarebbe aumentata la quota di persone obbligata a iscriversi. Insomma, FdI si intesta un successo che non ha nulla a che vedere con la realtà.
“Il governo Meloni può giovarsi di un altro primato – ha festeggiato il capogruppo Fdi in commissione lavoro del Senato Ignazio Zullo – oltre un milione di persone sono tornate al lavoro. Abbiamo abolito quello scempio che era il Reddito di cittadinanza creando occupazione e reddito, quello vero”. Stesso tenore di Marta Schifone, capogruppo Fdi in commissione alla Camera. Nella favola raccontata dai meloniani, si vuol far credere che, dopo lo stop al Reddito di fine 2023, le persone sarebbero “tornate” a cercare e trovare lavoro. Ma sono ancora i numeri a smentirla. Innanzitutto, del milione di nuovi occupati, oltre 655 mila erano già considerati “vicini al mercato del lavoro”, quindi avevano competenze ritenute sufficienti a trovare una occupazione ed erano disoccupati da poco tempo, non certo “fannulloni” e “divanisti” di lungo corso. Altri 296 mila avevano bisogno solo di “upskilling”, cioè un aggiornamento professionale di breve durata. In pratica, gli individui più vulnerabili iscritti al programma e coinvolti in progetti di inclusione sociale sono solo 126 mila. E di questi, purtroppo, solo il 14,4% ha poi trovato un lavoro, circa 18 mila. I risultati più sostanziosi sono quindi arrivati per le persone che già partivano da una situazione migliore, ovvero che ancor prima di essere prese in carico, svolgevano dei “lavoretti”. Quanto alla qualità del lavoro creato, solo il 37,9% ha sottoscritto contratti a tempo indeterminato, mentre il 7,6% ha firmato rapporti di apprendistato.
Altro dato da tenere in conto: su 2,9 milioni di cittadini presi in carico dal Gol, ci sono un milione e 300 mila persone iscritte perché percepiscono sussidi di disoccupazione come Naspi e Discoll e che quindi non avevano alcun collegamento con gli ex percettori di Reddito di cittadinanza. Meno di 260 mila (il 9% del totale) risultano beneficiari di Assegno di inclusione (Adi) o Supporto formazione lavoro (Sfl), i due strumenti che hanno sostituito il Reddito di cittadinanza. C’è quindi una platea di circa un milione e mezzo di persone che è iscritta obbligatoriamente al Gol, proprio perché si tratta di una delle condizioni previste dai sussidi che riceve. Se ci fosse ancora il Reddito, quindi, la platea si sarebbe ampliata, perché sarebbe cresciuto il numero di disoccupati obbligati a iscriversi a “Garanzia occupabilità lavoratori”.

Dunque, ricapitolando: Gol non è un progetto del governo Meloni, ma del Conte 2, finanziato con i fondi Pnrr. Il governo Meloni lo ha ereditato e, cancellando il Reddito di cittadinanza, ne ha ridotto la platea potenziale (anche se il target di 3 milioni di iscritti è stato raggiunto). Infine, i risultati celebrati oggi dall’esecutivo hanno riguardato per la stragrande maggioranza persone già facilmente ricollocabili, che per di più hanno ottenuto contratti spesso precari. Fratelli d’Italia pensava di aver fatto Gol, ma ha tirato la palla nella porta sbagliata.