ilmessaggero.it, 17 marzo 2025
Ucraina, cos’è il piano Kallas: 40 miliardi per jet, droni e munizioni (solo dagli Stati volontari). Ecco come funziona
L’Alta rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas ha proposto un piano comune europeo in supporto all’Ucraina. L’iniziativa prevederebbe lo stanziamento di 40 miliardi di euro (il doppio rispetto al supporto offerto l’anno scorso dall’Unione Europea) che verrebbero sfruttati in particolare per il rifornimento di munizioni, oltre che per sistemi di difesa aerea, jet e droni.
Come funziona il piano Kallas
L’iniziativa sarebbe di natura “volontaria” e potrebbe dunque non riguardare tutti e 27 gli stati membri. L’idea dell’Alta rappresentante è quella di superare il veto di alcuni paesi, come Ungheria e Slovacchia, da sempre particormante restii ad approvare i pacchetti d’aiuto offerti a Kyiv, soprattutto dopo l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca e i conseguenti stravolgimenti nei rapporti diplomatici con Mosca.
Il non obbligo di partecipazione risolverebbe dunque i paletti dei singoli Stati. Non solo, l’iniziativa sarebbe infatti aperta a paesi extra Ue ma interessati alla questione come il Regno Unito e la Norvegia. L’inclusione servirebbe dunque a creare una coalizione di partecipanti in grado di fornire un aiuto concreto all’Ucraina senza eventuali ostacoli.
Le modalità di finanziamento
Il raggiungimento di un accordo politico, a cui la Kallas punta prima di presentare un piano più dettagliato, non è però così scontato. Una parte dei fondi, secondo quanto descritto, verrebbe infatti calcolata sul reddito nazionale lordo di ogni stato membro, con l’obiettivo di affidare ai paesi più ricchi gli oneri più alti: la Francia potrebbe ad esempio opporsi a questa ipotesi, considerato il suo peso a confronto con altri paesi. Oltretutto, la mancanza di un vincolo d’obbligatorietà, seppur utile ad aggirare l’Ungheria, potrebbe rendere tutto il piano particolarmente fragile dal punto di vista legale, con il rischio di inibirne il funzionamento.
Le reazioni europee
Intanto cominciano ad arrivare da tutta Europa le prime reazioni al piano presentato da Kaja Kallas. A Madrid si dice che, per adesso, l’iniziativa rimane un «non paper», senza una proposta concreta da discutere. Come prevedibile, i primi commenti negativi sono giunti dall’Ungheria, con il ministro degli esteri Péter Szijjártó che ha definito il piano «un ostacolo alla pace inaccettabile». Tipiedo interesse è stato invece mostrato dal ministro degli esteri italiano Antonio Tajani, che ha espresso la necessità di approfondire l’iniziativa, citando il già presente piano per la sicurezza di Von der Layen e il target del 2% del Pil per le spese militari richiesto dalla Nato.