Libero, 16 marzo 2025
Cospaia, il mini-Stato nato per errore dei cartografi
Infilata tra due torrenti a 357 metri di altezza e con appena un centinaio di abitanti, Cospaia oggi non è neanche comune autonomo, ma una frazione di San Giustino: un comune in provincia di Perugia al confine con la toscana Sansepolcro, in provincia di Arezzo e assieme al quale costituisce di fatto un agglomerato di 20 mila persone. Ma per ben 385 anni fu uno Stato indipendente, con non più di 250-350 abitanti, su una striscia di terra non più ampia di 500 metri e lunga circa due chilometri.
L’Italia esiste solo da 164 anni, e gli Stati Uniti da 249. Una incredibile epopea nata da un errore dei cartografi che nel febbraio 1441, quando papa Eugenio IV impegnato nel conflitto con il concilio di Basilea cedette il territorio di Sansepolcro alla Repubblica di Firenze, dimenticarono di includere quella striscia di terra nel trattato che delimitava le frontiere. Motivo dello svarione: a 500 metri dal torrente che doveva stabilire la demarcazione, chiamato semplicemente “Rio”, esisteva un altro corso d’acqua che si chiamava allo stesso modo.
I delegati della Repubblica Fiorentina capirono dunque che il nuovo confine passava sul Rio più a nord, quelli dello Stato della Chiesa su quello più a Sud, e gli abitanti pur quasi tutti analfabeti decifrarono subito che non erano più sottomessi a nessuno. E si proclamarono Repubblica: una repubblica che nel 1484 fu formalmente riconosciuta, perché a quel punto rivedere il trattato avrebbe causato troppe rogne.
Senza leggi scritte, né esercito, né carceri, la Repubblica di Cospaia aveva una bandiera bianca e nera e al suo vertice un Consiglio degli Anziani e Capi famiglia, che dal 1718 al 1826 si riunì nella chiesa dell’Annunziata. Sull’architrave del suo portone e sulla campana parrocchiale si può ancora leggere l’unica norma scritta del minuscolo Stato: “Perpetua et firma libertas”. Il curato, essendo quasi l’unico a saper scrivere, faceva da presidente assieme a un membro della famiglia Valenti, che era la più importante del paese e che a volte ospitava le riunioni a casa sua. Una fortuna fu che in capo a 52 anni dall’indipendenza venne scoperta l’America, da cui arrivò il tabacco.
Mentre altri Stati della Penisola erano indecisi se autorizzarlo o meno, gli abitanti di Cospaia si buttarono subito a coltivarlo nei 330 ettari a loro disposizione, per poi contrabbandarlo oltre i confini. Non a caso ancora adesso, alcune varietà di tabacco vengono definite con il nome di cospaia. Il tabacco compare anche in uno stemma che però è successivo di almeno un secolo alla repubblica. Un’altra risorsa era il grano, anch’esso esportato di contrabbando da spalloni. Ovviamente, nella repubblica si rifugiavano spesso ricercati.
Ma nell’Italia della Restaurazione anche quel curioso esperimento libertario suonava pericoloso. Il 26 giugno 1826, infine, venne in visita un rappresentante pontificio, mentre i quattordici rappresentanti della repubblica si facevano chiudere a chiave nel luogo di riunione in segno di simbolica sottomissione. La repubblica cessò così di esistere, divisa in due tra lo Stato della Chiesa e il Granducato di Toscana. In cambio, ogni cospaiese ricevette una moneta d’argento con l’effige di Papa Leone XII e l’autorizzazione a continuare la coltivazione del tabacco.