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 2025  marzo 16 Domenica calendario

Il calcio palestinese dalle macerie ai Mondiali 2026

Quattro giocatori da Gaza: Mohammed Saleh, Hamed Hamdan, Bader Mousa e Khaled Nabris. E un video per annunciare le qualificazioni per i Mondiali del 2026, in cui si vede un bambino giocare a calcio tra le macerie della Striscia.
Festeggiano già i palestinesi la notizia che, nonostante la guerra, la loro «nazionale» sfiderà l’Iraq e la Giordania per concorrere alla Coppa del Mondo. Una festa anche per i giocatori, rimasti orfani del loro mister, l’ex allenatore olimpico Hani Al-Masdar, ucciso in un attacco aereo israeliano nel gennaio 2024, costretti ad allenarsi all’estero a causa dei conflitti con l’esercito israeliano in Cisgiordania e Gaza.
Una storia tutta in salita quella del calcio palestinese, come del resto quella di uno Stato osteggiato. La prima Palestine Football Association, la Pfa, viene fondata durante il periodo del Mandato britannico nel 1928 dai residenti ebrei. Nel 1948, in seguito alla fondazione dello Stato di Israele, cambia il suo nome in Israel Football Association. Negli anni Sessanta, la Pfa verrà rifondata dagli arabi palestinesi. Bisogna però aspettare gli accordi di Oslo e arrivare fino al 1998, anno in cui la Palestina viene accettata come membro dalla Fifa, con un voto unanime a cui partecipa anche Israele.
La Palestina gioca il suo primo grande torneo internazionale alla Coppa d’Asia nel 2015. Da allora, migliora, con 12 vittorie consecutive e strappa il 73° posto nella classifica mondiale Fifa del 2018, il più alto di sempre.
Le difficoltà però sono tante. Nel gennaio 2024, la squadra prende nuovamente parte alla Coppa d’Asia, ottenendo la terza qualificazione consecutiva al torneo. Ma ora i suoi giocatori – e i palestinesi tutti – sognano in grande come il bambino del video. Perché forse almeno in questo la guerra può aiutare: perfino durante una partita contro l’Iran, i supporter di Teheran hanno tifato per gli avversari. scesi in campo sulle note della canzone «Ana Dammi Falastini – Il mio sangue è palestinese».