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 2025  marzo 16 Domenica calendario

Long Neptune, la nuova arma ucraina che può minacciare direttamente Mosca

Una nuova arma di produzione interamente nazionale rivoluziona la capacità ucraina di colpire in profondità il territorio russo. Il presidente Zelensky ha annunciato ieri l’ingresso in azione del missile “Long Neptune” con una portata di mille chilometri. A quel che si è capito, l’esordio è avvenuto nella notte di venerdì attaccando la raffineria petrolifera di Tuapse, nella regione di Krasnodar: l’obiettivo si trova a 450 chilometri dalla linea del fronte.
Il “Long Neptune” è una versione potenziata del missile con cui nell’aprile 2022 venne affondato l’incrociatore Moskva, segnando l’inizio della disfatta della flotta russa nel Mar Nero. È stato realizzato partendo dall’arma antinave sovietica KH35, migliorando i propulsori e l’apparato di guida: la portata è di circa trecento chilometri mentre l’ogiva contiene 150 chili di esplosivo. Si ritiene che lo scorso anno le industrie ucraine ne abbiano prodotti cento esemplari, modificati anche per aggredire bersagli terrestri. Da tempo i tecnici del Bureau Luch di Kiev stavano progettando il “Long Neptune” che ha una velocità di oltre novecento chilometri e un raggio d’azione due volte superiore a quello degli “Storm Shadow” europei.
Zelensky lo ha definito “un passo avanti enorme nella capacità di difenderci. Continuiamo a lavorare per rendere sicuro il nostro Paese”. Alcuni canali social della propaganda ucraina parlano addirittura di “game changer” e di “momento di svolta”. Perché? Finora i raid contro industrie e infrastrutture all’interno della Russia sono stati condotti con droni che volano a circa duecento chilometri orari e hanno in media una testata con 30 chili di tritolo. Invece il “Long Neptune” è molto più veloce e si reputa abbia almeno duecento chili di esplosivo: può piombare su Mosca in un’ora e causare danni devastanti.
Ci sono dubbi sulla capacità delle fabbriche ucraine di costruirne grandi numeri, visto che si tratta di mezzi molto più complessi e sofisticati rispetto ai droni a lungo raggio, che ormai escono a migliaia dalle catene di montaggio. In genere la tattica di Kiev è quella di cominciare gli attacchi con nuove armi solo dopo averne accumulate in buona quantità, in modo da sfruttarle al massimo prima che il nemico riesca a inventare una maniera di neutralizzarle: nel giro di un paio di mesi i tecnici di Mosca sono sempre riusciti a escogitare contromisure in grado di disturbare i sistemi di guida qualsiasi ordigno hitech.
Infine, bisogna sottolineare che gli ingegneri ucraini stanno mettendo a punto anche un missile balistico, con velocità di tremila chilometri orari e autonomia sufficiente per raggiungere Mosca: un ordigno che potrebbe competere con quelli supersonici usati più volte dal Cremlino. Zelensky ha dichiarato nello scorso agosto che il primo prototipo era stato sperimentato con successo ma non ci sono mai state conferme. Questa corsa agli armamenti di Kiev, finanziata anche da fondi di Paesi Ue, rappresenta il tentativo di rendersi autonoma dalle forniture straniere e poter introdurre un deterrente nei confronti di Mosca, anche in funzione di una possibile tregua.